Canone Rai speciale per computer: il punto della situazione

Facciamo il punto della situazione sul canone RAI speciale per computer: cosa c'è di vero e i soggetti che dispongono di un PC per il lavoro devono pagare? Facciamo un po' di chiarezza sull'argomento, per quanto possibile.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Facciamo il punto della situazione sul canone RAI speciale per computer: cosa c'è di vero e i soggetti che dispongono di un PC per il lavoro devono pagare? Facciamo un po' di chiarezza sull'argomento, per quanto possibile.

Inaccettabile: questo il termine più utilizzato da chi protesta contro il canone RAI speciale, il balzello indetto dal servizio pubblico per reperire fondi ulteriori. Il canone RAI speciale riguarderebbe infatti tutti i possessori di partita IVA con un computer in azienda: peccato che non sia vero, che un computer in azienda serva per lavorare e non per guardare i canali del servizio pubblico. La questione infatti risulta complessa, perché l’utente può fruire della programmazione RAI avendo semplicemente un computer e senza avere un televisore. Il tutto si fa ancora più complesso se si pensa che il regolamento e le disposizioni che sono alla base del pagamento del canone RAI sono vecchie di quasi un secolo. In realtà il canone RAI speciale per computer è una mezza bufala: andiamo a vedere perché.  

Cosa s’intende per canone RAI speciale per computer?

Una lettera della RAI a giugno 2014 ha creato molte discussioni in merito. Qui infatti si legge: “Vi informiamo che le vigenti disposizioni normative impongono l’obbligo del pagamento di un canone speciale a chiunque detenga, fuori dall’ambito familiare, uno o più apparecchi atti o adattabili – quindi muniti di sintonizzatorealla ricezione delle trasmissioni televisive, indipendentemente dall’uso al quale gli stessi vengono adibiti”. Ciò che risulta determinante è “la detenzione dell’apparecchio, indipendentemente dall’eventuale destinazione a usi diversi dalla visione dei programmi televisivi (visione di filmati dimostrativi, televideo, sistemi di videosorveglianza, etc.)”. In conclusione si ricorda “che le imprese e le società devono indicare nella relativa dichiarazione dei redditi, il numero di canone speciale alla radio o alla televisione per la detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive”. Sul sito della RAI però c’è un punto fondamentale che esenta chi possiede un computer per guardare la TV a pagare il canone RAI speciale. Si legge infatti: “Debbono ritenersi assoggettabili a canone tutte le apparecchiature munite di sintonizzatore per la ricezione del segnale (terrestre o satellitare) di radiodiffusione dell’antenna radiotelevisiva. Ne consegue ad esempio che di per sé i personal computer, anche collegati in rete (digital signage o simili), se consentono l’ascolto e/o la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale terrestre o satellitare, non sono assoggettabili a canone. Per contro, un apparecchio originariamente munito di sintonizzatore – come tipicamente un televisore – rimane soggetto a canone anche se successivamente privato del sintonizzatore stesso (ad esempio perché lo si intende utilizzare solo per la visione di DVD)”. Quindi, sostanzialmente, un PC senza sintonizzatore TV non sarà soggetto al canone, anche se la dicitura “uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell’ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto” potrebbe trarre in inganno. Così come trae in inganno la possibilità di vedere comunque i canali RAI su PC tramite un servizio in streaming. E l’esclusione dei monitor per computer. Il canone RAI speciale per computer è dunque una bufala, ma per la prima volta possiamo ammettere con tranquillità che è una bufala con le sue ragioni: troppi i paradossi, troppi i problemi di comprensione, troppi gli arrangiamenti per ottenere semplicemente più soldi, troppi i punti interrogativi. Se ne continuerà sicuramente a parlare.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Nessuno