Calma: WhatsApp non chiude, è solo cattivo giornalismo

WhatsApp non chiude: si tratta solo di un esempio di cattivo giornalismo. Andiamo a vedere cosa è successo nel dettaglio.

di Daniele Sforza, pubblicato il
WhatsApp non chiude: si tratta solo di un esempio di cattivo giornalismo. Andiamo a vedere cosa è successo nel dettaglio.

Il cattivo giornalismo è quell’apostrofo nero tra le parole Whats e App. Whats’App, non WhatsApp. C’è un apostrofo in mezzo. What’s up? Che succede? E’ un gioco di parole, un “pun”, come lo chiamano gli americani. Il Daily Mail, fonte di notizie a effetto da cui la stampa italiana prende spesso spunto per generare traffico su notizie che non sono nient’altro che notizie gonfiate, scrive un titolo del genere: “Whats’App with that? Facebook is to shut down its popular chat function forcing users to download its Messenger App“. L’articolo non parlava di WhatsApp, ma di Messenger App, un servizio che Facebook vuole far utilizzare a ogni costo ai propri utenti, tanto da pensare di chiudere la tradizionale chat di Facebook. What’s up in Italy? Che è successo in Italia? Molti media hanno ripreso solo il titolo (senza prendersi la briga di leggere la notizia) per scrivere un articolo a effetto condivisione: Facebook sta pensando di chiudere WhatsApp. Non una bufala, solo un esempio di cattivo giornalismo. 

 

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Come nasce il cattivo giornalismo

Una notizia online oggi genera traffico e più viene condivisa più genera traffico. Più la notizia è allarmistica, più attira l’interesse degli utenti. Più la notizia viene data da un quotidiano considerato serio, più quella viene ritenuta credibile, autorevole. E dunque condivisa, data per vera. 

E’ più o meno quello che è successo per la chiusura di WhatsApp, che ha destato l’interesse di molti. Alcuni siti hanno poi corretto il tiro, correggendo quello che è stato definito un “equivoco internazionale“. Altri hanno addirittura cancellato l’articolo in questione. Altri ancora hanno mantenuto il testo originale, ricevendo una valanga di commenti negativi, una volta scoperto l’arcano. 

WhatsApp non chiude: Zuckerberg ha precisato che nonostante l’acquisizione, Facebook e WhatsApp restano due cose diverse e continueranno ad agire in maniera indipendente. La notizia del Daily Mail parlava solo di Facebook Messenger. 

Un argomento decisamente interessante quello del cattivo giornalismo, oggi: una notizia che viene ripresa, anche dalle agenzie di stampa, una notizia di così tanto spessore che non viene analizzata a dovere, sviscerata. Viene piuttosto ripresa, rielaborata, adornata da un titolo sensazionale, gettata in pasto al web. E gli utenti generano click. La notizia diventa virale, viene smentita, subisce una serie di commenti sul tema, anche gli altri siti parlano dello stesso argomento, il tema diventa un trend, l’opinione pubblica ne parla, poi, come per magia, tutto si sgonfia. Tutto si dimentica, almeno qui. 

E un domani ci ritroveremo a parlare delle stesse cose. 

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Argomenti: Facebook Messenger, Chat