Bloccati 25 siti per pirateria e violazione copyright: cos’è successo?

Il 14 luglio scorso è partita una maxi operazione denominata EyeMoon che ha sequestrato preventivamente 25 domini internazionali rei di aver violato le norme del copyright. Come al solito, però, sorgono alcune questioni da approfondire.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Il 14 luglio scorso è partita una maxi operazione denominata EyeMoon che ha sequestrato preventivamente 25 domini internazionali rei di aver violato le norme del copyright. Come al solito, però, sorgono alcune questioni da approfondire.

Torniamo a parlare di blocco e oscuramento siti per contrastare la pirateria e le norme a protezione del copyright, prendendo spunto da un articolo dell’avvocato Fulzio Sarzana sul suo blog di qualche giorno fa, che ha fatto un po’ di chiarezza sull’operazione EyeMoon partita dalla Procura della Repubblica di Roma depositata il 14 luglio e relativa al sequestro preventivo di 25 domini internazionali, tra cui figurano quelli noti ai più per la diffusione di contenuti multimediali in streaming. Tutto nasce da una piccola casa di distribuzione che ha denunciato la presenza su questi domini di 2 film da essa distribuiti e ancora circolanti sul mercato.   LEGGI ANCHE Streaming e download (legali) uccideranno il cinema entro il 2017?  

Quali siti sono coinvolti?

Tra i siti coinvolti nel maxi-sequestro organizzato dalla Procura di Roma, figurano i classici cineblog01.net e cineblog01.tv (già però riapparso nel nuovo dominio cineblog01.eu), filmstream.info (ricomparso con le estensioni .me, .to e film-stream.org), filminstreaming.eu, firedrive.com (ex Putlocker), piratestreaming.net (la nuova estensione è .co), rapidvideo.tv (ricomparso con .org), ddlstorage.com, videopremium.me, youwatch.org, uploadinc.com, video.tt, uploadable.ch, sockshare.com, moveshare.sx, nowdownload.sx, nowdownload.ag, divxstage.eu, easybytez.com.   Come abbiamo visto, quasi tutti i siti sopraccitati sono tornati subito online con nuove estensioni, facilmente raggiungibili da chiunque senza la necessità di appoggiarsi a un IP internazionale: esistono infatti diversi programmi che consentono di arginare il problema utilizzando DNS server non nazionali.   A prendere contromisure ci hanno pensato anche due tra i domini che più sono messi in risalto in questa lista ma che non abbiamo ancora nominato: Mail.ru, uno dei siti più popolari in Russia, e Mega.co.nz, la nuova creatura del famigerato Kim Dotcom.   Ovviamente molti di questi siti offrono anche servizi legali, come la possibilità di caricare e distribuire file di enormi dimensioni, ma è innegabile che vengano ospitati anche file “illegali”.    

Da cosa è partito il sequestro dei siti?

Come si legge sul blog di Fulvio Sarzana relativamente al “sequestro record di cyberlocker e siti di file hosting a opera della Procura della Repubblica di Roma”, il maxisequestro preventivo di 25 portali internazionali è partito il 14 luglio scorso per un reato che viola la legge sul diritto d’autore.   Si denota infatti che “il sequestro seguirebbe a una segnalazione di un piccolo distributore italiano indipendente che ha debuttato nel mercato nel 2012 e che lamenta la fruizione illecita sui portali sequestrati di due film non ancora presenti sul mercato: ‘The Congress‘ e ‘Fruitvale Station‘”. Sarzana lo definisce il “secondo sequestro in ordine di grandezza in Italia”, ma allo stesso tempo “il più importante per i nomi coinvolti nell’operazione antipirateria”. Si parla non solo di Kim Dotcom, ma anche dell’oligarca russo Alisher Usmanov (Mail.ru).   La conclusione del post dell’Avv. Sarzana, tuttavia, segnala la solita anomalia che segue a queste operazioni anti-pirateria. Si legge infatti: “L’operazione della Procura di Roma mette in luce ancora una volta l’inutilità del regolamento AGCOM sul diritto d’autore, entrato in vigore il 31 marzo scorso e che sino a qui, su 108 segnalazioni, ha prodotto il risultato di inibire solo 5 portali che sarebbero dediti alla Pirateria (il 2,5% delle istanze presentate). Basti pensare che tra i portali sequestrati ve ne è uno oggetto di un provvedimento di archiviazione nelle scorse settimane, da parte della stessa AGCOM. Non si comprende come possa essere stato oggetto di archiviazione un portale che dopo circa un mese è stato sequestrato dall’Autorità giudiziaria“.   Già, effettivamente non si capisce. E non c’è bisogno di aggiungere altro.   Fonte | Fulvio Sarzana

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Argomenti: Tendenze del web

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