Truffa o affare con il fantomatico BitcoinPrime di Amazon, molti utenti se lo chiedono

Scatta la truffa delle criptovalute che sfrutta la popolarità di Amazon.

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BitcoinPrime

Diversi utenti stanno segnalando la ricezione di una singolare email che associa Amazon alle criptovalute, stiamo parlando di BitcoinPrime, di cosa si tratta?

BitcoinPrime, la truffa delle criptovalute?

Associare Amazon a Bitcoin è sicuramente una scelta vincente, e che Bezos si sia deciso a sposare la crypto per eccellenza non è certo cosa da passare in secondo piano. Peccato che sul web non ci sia uno straccio di notizia che confermi tale connubio. Insomma, siamo al cospetto di una truffa bella e buona (anzi, brutta a cattiva), ma soprattutto pericolosa. Nel testo infatti si invitano i lettori a iscriversi subito alla piattaforma, prima che venga oscurata, in quanto le banche non vedono di buon occhio questa trovata.

La piattaforma si serve del logo in stile Amazon, sembra infatti di essere davvero sul portale del colosso dello shopping. Gli utenti che vi accedono si trovano presto davanti a tre operazioni da compiere. Ma prima facciamo un passo indietro. Sulla mail infatti c’è addirittura un’intervista a Bezos il quale sponsorizza la piattaforma e mette i lettori al sicuro da eventuali pericoli.

Truffa BitcoinPrime, ecco cos’è

Ecco il testo di Bezos riportato nella mail: “Amazon ha sempre cercato di rendere felici i clienti di tutto il mondo; ora, oltre alla felicità, puntiamo a dare alle persone un aiuto concreto, mettendole nelle condizioni di poter realizzare i propri sogni e desideri.La nostra nuova piattaforma, BitcoinPrime, aiuterà le persone a diventare più ricche in poco tempo: invece di lavorare per portare a casa ogni singolo centesimo, facciamo in modo che siano i soldi a lavorare per te!”.

Purtroppo, però, non c’e nessuna intervista di Bezos in merito a questa piattaforma.

Quasi certamente il magnate non sa nemmeno della sua esistenza. Ci troviamo quindi di fronte a una truffa clamorosa. Come dicevamo, ci sono tre passaggi che gli utenti sono chiamati a fare, il primo è quello di registrarsi con i propri dati, il secondo è di versare 250 euro per l’iscrizione alla piattaforma, il terzo è quello di salvare anche i dati del proprio conto, IBAN compreso. Il risultato? Gli iscritti si sono visti alleggeriti di 250 euro, ma null’altro è stato possibile fare con l’iscrizione alla piattaforma. Quindi nessun reale investimento sulla criptovaluta di Amazon che, lo ripetiamo, non esiste.

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