Bio Gamepad: come i videogiochi del futuro cambieranno in base alle nostre emozioni

Il videogioco conosce nuove frontiere: grazie a un progetto dell'Università di Stanford, molto presto potremmo giocare con il Bio Gamepad, un joypad biometrico in grado di leggere le nostre emozioni. Vediamo quali novità potrebbe portare al settore.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Il videogioco conosce nuove frontiere: grazie a un progetto dell'Università di Stanford, molto presto potremmo giocare con il Bio Gamepad, un joypad biometrico in grado di leggere le nostre emozioni. Vediamo quali novità potrebbe portare al settore.

Dopo la realtà virtuale, ecco il joypad che legge le emozioni. Si chiama Bio Gamepad e attualmente è ancora un progetto in fase sperimentale realizzato nei laboratori della Stanford University: grazie a questo innovativo e sofisticato sistema, il videogioco del futuro potrebbe mutare in base alle nostre emozioni, grazie a una rete di sensori in grado di leggere le informazioni relative al nostro stato d’animo in un determinato momento del gioco. Aggressività, rabbia, tristezza, allegria: tutte emozioni che il corpo umano sviscera attraverso semplici e comuni elementi che possono essere il sudore, l’aumento o la riduzione del battito cardiaco, la respirazione o la temperatura corporea. Insomma, il futuro dell’universo videoludico sembra essere all’insegna dell’immersione più completa. 

 

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Bio Gamepad: cos’è e come funziona

Il Bio Gamepad, un lavoro del professore Gregory Kovacs e dello studente Corey McCall dell’Università di Stranford in collaborazione con Texas Instrument, sarà un joypad “biometrico“, che vedrà impiantata sulla sua struttura una base metallica costituita da una serie di sensori in grado di misurare i nostri dati fisici e comprendere le nostre emozioni durante le fasi di gioco e, di conseguenza, adattare a queste il livello di difficoltà o il ritmo del videogioco in questione. 

Con ogni probabilità, con il Bio Gamepad si potrà fare molto di più, espandendo il carattere di immersione dell’utente nel videogioco e dandogli la possibilità di entrare in una “realtà virtuale emozionale“. Con l’ausilio del Bio Gamepad, sostanzialmente, i videogiochi potranno svoltare in una direzione più emozionale, basarsi dunque su elementi più profondi dell’animo umano, rendersi, oltre che più realistici, anche “più umani”. 

Le potenzialità che caratterizzano lo sviluppo di questo sistema rivoluzionario sono molteplici, sia per gli sviluppatori sia per i videogiocatori. I primi avranno più possibilità di creare mondi a livello emozionali, scrivere veri e propri romanzi ludici in cui il “lettore” è attivo a 360 gradi, esplorare diverse possibilità di narrazione; i secondi potranno approfittare di un’interazione più completa con il mondo inventato apposta per loro e diventarne protagonisti attivi. Sostanzialmente, un giorno, il videogiocatore potrebbe controllare non più il suo alter-ego, bensì sé stesso all’interno di quel videogame. 

Qualunque direzione prenda il suddetto progetto, è certo che sarà l’interattività a giovarne: di videogiochi veramente interattivi oggi ce ne sono pochi. Con il Bio Gamepad avremo la possibilità di conoscere nuovi mondi e modi di esplorazione. 

Certo, sarebbe interessante leggere le emozioni registrate dal Bio Gamepad quando giochiamo a Dark Souls II. Nel frattempo godiamoci questo video (in inglese) che spiega le funzionalità del joypad. 

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Argomenti: Videogiochi