Babycam spiate dagli hacker, la vulnerabilità della privacy diventa un incubo

Incubo privacy, anche le babycam dei vostri figli possono essere spiate.

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Incubo privacy, anche le babycam dei vostri figli possono essere spiate.

Un’altra terribile insidia viene fuori dal mondo del web, stiamo parlando delle babycam, quelle che sorvegliano i vostri figli quando sono in culla in un’altra stanza, mentre voi siete impegnati altrove. Ebbene, la nuova fobia suggerisce che forse quella stessa telecamera sta spiando il vostro bebè e proietta o registra il video per secondi fini per nulla onorevoli.

Babycam, la nuova insidia

Ad accompagnarci nei meandri del nuovo horror reale è Gianluca Varisco, Chief Information Security Officer di Arduino. Le IoT ovvero i dispositivi connessi ad internet che interagiscono tra loro e con noi (Internet of Thingsm internet delle cose) sono una grande innovazione della tecnologia e ci aiutano davvero in tantissime cose. Ma nascondono delle insidie davvero pericolose. Per funzionare utilizzano dei pacemaker, si tratta di sistemi di connessione che però non sempre sono sicurissimi a livelli di privacy, ed ecco che ci troviamo in un film horror.

In pratica i ricercatori sarebbero stati in grado di accedere a un pacemaker impiantato su un paziente e consumargli la batteria, accelerare o rallentare il battito del cuore o inviare degli shock. L’azienda che li aveva prodotti è stata costretta a sostituirli. Il problema è che tali IoT hanno diversi prodotti al suo interno e sono quindi creati da diverse aziende che collaborano insieme, non sempre però rispettando le medesime leggi.

Insomma, ancora una volta è la privacy il problema centrale. Purtroppo, una volta trovata una vulnerabilità, l’hacker può insinuarsi in un intero sistema e arrivare in questo caso anche a spiare il vostro piccoletto dalla babycam. Che fare? Naturalmente, il primo passo in termini di sicurezza va fatto dalle stesse aziende produttrici, ma anche il nostro contributo non è da scartare. La password devono essere complesse e varie, mai usare la stessa per più account. Inoltre, è consigliabile utilizzare l’autenticazione a due fattori, come facciamo anche per gli account bancari.

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