Apple Watch che piace poco agli sviluppatori: meglio Apple TV

Secondo i dati di Realm, Apple Watch piace molto poco agli sviluppatori, a differenza degli Apple TV di quarta generazione che rappresentano un mercato in costante crescita.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Secondo i dati di Realm, Apple Watch piace molto poco agli sviluppatori, a differenza degli Apple TV di quarta generazione che rappresentano un mercato in costante crescita.

Sembrava che potesse rivoluzionare il settore degli smartwatch, che di certo non può essere considerato un flop ma che comunque fatica ad avanzare e a segnare un punto forte nel mercato come fu per gli smartphone, e sicuramente ne rappresenta il principale trainante, ma Apple Watch non piace molto agli sviluppatori. Dopo l’entusiasmo iniziale del 2014, infatti, secondo le ricerche di Realm, una società americana che gestisce una database per dispositivi mobile e che viene utilizzato da circa 100 mila sviluppatori, Apple Watch può contare su un numero molto basso di applicazioni sviluppate per lui, a differenza invece di iOS e soprattutto di TVOS, che è il cuore degli Apple TV di quarta generazione, con quest’ultimo in costante crescita e con maggiore interesse da parte degli sviluppatori di app, probabilmente per le maggiori potenzialità e opportunità che offre.

 

[tweet_box design=”box_09″ float=”none”]Gli sviluppatori amano poco #AppleWatch, ma il trend potrebbe cambiare a settembre[/tweet_box]

 

Il problema di questa mancanza di appeal è lo stesso già denunciato da Steve Wozniak: la strategia di marketing per l’Apple Watch non risulta molto vincente, tant’è che lo smartwatch di Cupertino viene considerato piuttosto un accessorio dell’iPhone – a esso è troppo vincolato per ciò che concerne le funzionalità – piuttosto che un dispositivo vero e proprio con una sua natura ben specifica. Apple Watch, insomma, mancherebbe di personalità, restando troppo dipendente dall’iPhone e ciò avrebbe allontanato l’interesse degli sviluppatori nei suoi confronti.

Secondo i dati stilati da Realm, gli sviluppatori creano in media un migliaio di applicazioni per iOS, una decina per Apple TV e una per Apple Watch a settimana: il rapporto è ovviamente penalizzante per watchOS, che nell’arco degli ultimi 2 anni, ovvero dal periodo di lancio dell’orologio intelligente, ha perso drasticamente di appeal. Per un settore che è in calo – almeno per il momento – resta in vigore un mercato in forte crescita, che è proprio quello delle app sviluppate per Apple TV, nella cui quarta generazione è stato peraltro introdotto l’Apple Store. Gli analisti considerano infatti TVOS come una piattaforma completamente nuova sulla quale si è scatenata una specie di caccia all’oro da parte degli sviluppatori.

Con il primo watchOS per Apple Watch, la dipendenza da iPhone si faceva più stretta e marcata: Apple, comprendendo le ragioni degli sviluppatori, ha così rilasciato watchOS 2, che di fatto ha ampliato le libertà degli sviluppatori, in aggiunta a un maggiore controllo sul comparto hardware e alla possibilità di creare applicazioni native appositamente per Apple Watch. Con watchOS 2 il trend è risultato leggermente diverso per gli sviluppatori, proprio a causa della maggiore autonomia dello smartwatch.

Il trend potrebbe cambiare ulteriormente a favore dello smartwatch di Cupertino a partire dal prossimo autunno, quando Apple presenterà ufficialmente e lancerà sul mercato Apple Watch 2, che stando alle più recenti indiscrezioni risulterà essere uno smartwatch completamente autonomo e quindi indipendente da iPhone, vantando un più elevato e sofisticato numero di sensori, una batteria con una potenza maggiore e un watchOS 3 che agevolerà gli sviluppatori stessi nella creazione delle app native, rendendo più efficace il dispositivo in toto.

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Argomenti: Notizie, novità Apple, Apple Watch, Smartwatch