App anti bullismo, la Polizia Postale lancia YouPol

YouPol, la app che dice stop a bullismo e cyberbullismo. Già presente a Catania, Roma e Milano, da agosto 2018 operativa in tutta Italia.

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YouPol, la app che dice stop a bullismo e cyberbullismo. Già presente a Catania, Roma e Milano, da agosto 2018 operativa in tutta Italia.

Arriva finalmente una app che dice stop a bullismo e cyberbullismo. La connessione tra i due fenomeni è sempre più stretta nella nostra epoca. Episodi di bullismo nelle scuole e non solo che poi finiscono in rete, magari con un video o come semplice topic che fa scaturire poi una serie di commenti che finiscono per ledere ancora di più la pace della povera vittima.

Ma ora le cose stanno per cambiare.

YouPol, la app contro il bullismo

La tecnologia ancora una volta mette a nostra disposizione tutto il suo potere per migliorare il mondo, arriva YouPol, la app della Polizia Postale che si prefigge di limitare episodi di bullismo e cyberbullismo, ma come? Per aiutare una vittima di bullismo basta un semplice smartphone, ed aver naturalmente fatto il download dell’applicazione in questione, scaricabile sia per iOS che per Android. Dopo aver documentato con un video o qualche foto l’episodio a cui avete assistito, potete aprire la app e inviare il file alla Polizia Postale.

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Grazie alla geolocalizzazione, che sfrutta il segnale Gps del telefono, le prove raccolte saranno automaticamente smistate. Le questure competenti per quel determinato territorio prenderanno immediatamente in carico il caso, cercando d’intervenire il prima possibile. Per la lotta al bullismo ogni materiale è utile, non solo video, ma anche segnalazioni scritte. Ad esempio, in caso di cyberbullismo, è utile inviare il link del sito incriminato o i post oggetto di molestie.

In estate YouPol sarà attiva

Al momento la app è in fase di test in sole tre città, Catania, Roma e Milano. Per febbraio 2018 sarà estesa a tutti i capoluoghi di Regione, mentre ad agosto YouPol sarà operativa per tutta l’Italia. Ecco le parole del ministro dell’interno Marco Minniti: “Si tratta di un’applicazione ‘amica’ che può aiutare i giovani nei momenti di difficoltà. Uno strumento consono alle nuove generazioni. L’ importante è non voltarsi dall’altra parte, questa è l’unica cosa che voi giovani non dovete fare.

Non abbiamo bisogno di ragazzi eroi, ma di giovani consapevoli che con questo gesto possono aiutare non solo chi subisce violenza, ma anche chi è parte attiva dell’episodio di violenza. Il cuore della questione è l’aiuto: trasmettere ai giovani il messaggio che in condizioni di difficoltà ci si deve aiutare reciprocamente”.

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