Anche Google farà consegne con i droni: si comincerà nel 2017

Nel 2017 potremmo cominciare a vedere molti droni volare nei cieli e consegnare pacchi a domicilio: almeno questa è l'intenzione di Google. Prima, però, urge un regolamento ufficiale e definitivo.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Nel 2017 potremmo cominciare a vedere molti droni volare nei cieli e consegnare pacchi a domicilio: almeno questa è l'intenzione di Google. Prima, però, urge un regolamento ufficiale e definitivo.

Così come Amazon, anche Google è intenzionato a far volare i suoi droni nei cieli per effettuare consegne di pacchi ai clienti: non è un’indiscrezione dell’ultima ora, bensì una notizia ufficiale comunicata da David Vos, il responsabile capo del progetto Wing, uno degli innumerevoli settori su cui Google – Alphabet – sta lavorando. Ovviamente siamo ancora alle prime armi per diversi motivi: innanzitutto la burocrazia, da intendersi come regolamento, allo scopo di redigere una normativa che imponga delle regole per il volo dei droni, soprattutto quando saranno in molti a volare per consegnare raccomandate, pacchi e quant’altro. Secondo poi l’ottimizzazione delle proprie tecnologie, visto che le aziende intenzionate a sviluppare progetti di questo tipo dovranno lavorare affinché tutto sia a prova di sicurezza. Terzo e ultimo fattore, ma non certo per importanza, la questione della privacy, visto che molti droni saranno per forza di cose muniti di fotocamere o videocamere.   Insomma, la questione dei droni ancora oggi non è vicina dall’essere risolta, ma i piani di Google relativi al suo progetto sono ben bilanciati e prefissati: primo volo ufficiale entro il 2017. Lo ha comunicato lo stesso Vos, che auspica per quell’anno di avere un business commerciale pronto e operativo. Prima di quella data bisognerà però aspettare che la Federal Aviation Administration ultimi il regolamento relativo al volo dei droni commerciali e che Google stessa ottimizzi la tecnologia a base dei suoi droni allo scopo di evitare qualsiasi incidente, e che permetta una comunicazione tra i dispositivi in grado di impedire rischi anche di grave entità per l’incolumità delle persone e delle cose.   Da questo punto di vista siamo a buon punto? Amazon ha avviato già i primi test in fase sperimentale grazie a un’autorizzazione della FAA che ha consentito ai droni del progetto Prime Air di volare ad altitudini non superiori ai 400 metri da terra. Dovrebbe essere questo il confine che andrà a varcare lo spazio aereo dei droni dalla no fly zone, visto che sopra i 500 piedi volano aerei ed elicotteri. Questo, almeno, per i droni a uso commerciale, mentre per i droni a uso privato e hobbystico l’altitudine da non superare sarebbe quella al di sopra dei 200 piedi. Ovviamente, per tutti i droni – commerciali e privati – vigerà il divieto di sorvolare le zone in prossimità degli aeroporti e altre zone rosse che dovrebbero essere individuate progressivamente.   Tuttavia, affinché i progetti di Amazon, Google e altre aziende interessate a questo settore vadano a buon fine, c’è bisogno di un regolamento definitivo, a cui non seguano polemiche e contestazioni come avvenuto finora. E proprio per questo motivo, la FAA collaborerà con diverse aziende per comprendere un regolamento chiaro e corretto per la drone fly zone negli Stati Uniti. I nomi che collaboreranno con la FAA, oltre alle già citate Amazon e Google, sono i seguenti: 3DRobotics, GoPro, Walmart, Best Buy.   Il regolamento nazionale dovrà poi prevedere alcuni requisiti e caratteristiche legate all’utilizzo dei droni commerciali per la consegna dei pacchi: a cominciare dal rapporto proporzionale tra peso del pacco e peso e dimensioni del drone; senza dimenticare le misure di sicurezza che i droni dovranno apportare per evitare la perdita del pacco e altri incidenti di questo tipo. A tutto ciò si aggiungerà un controllo serrato sulla tecnologia da usare per monitorare il volo dei droni e per evitare che essi si scontrino in aria.   Insomma, sulla carta il progetto dei droni commerciali di Google sembra ancora lontano dall’avverarsi, ma l’impressione è che, una volta trovato l’accordo su un regolamento unico, ci vorrà davvero molto poco prima di vedere in aria volare un drone finalizzato alla consegna di un pacco a domicilio.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Nuove tecnologie, Droni

I commenti sono chiusi.