Anche Facebook è Charlie Hebdo (ma in ritardo)

Zuckerberg si schiera dalla parte di Charlie Hebdo e della libertà di espressione con un post su Facebook, ma 3 anni fa censurò una vignetta satirica su Maometto. Nel frattempo, diversi media anglo-sassoni stanno censurando le vignette della rivista francese.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Zuckerberg si schiera dalla parte di Charlie Hebdo e della libertà di espressione con un post su Facebook, ma 3 anni fa censurò una vignetta satirica su Maometto. Nel frattempo, diversi media anglo-sassoni stanno censurando le vignette della rivista francese.

Il social network di Mark Zuckerberg si schiera dalla parte della satira e della libertà di espressione: con un post sul suo profilo Facebook, il magnate americano ha affermato come si stia lavorando per far diventare il suo social sempre più libero, uno spazio dove si possa scrivere di tutto senza avere paura delle violenze. Meglio tardi che mai, visto che nel 2011 Facebook censurò delle vignette satiriche sull’Islam proprio della rivista Charlie Hebdo, oscurando la sua pagina per circa 24 ore. In quel caso, però, nessuno alzò il dito: e oggi, se si pensa a poco più di 3 anni fa, le parole di Zuckerberg sembrano quasi ipocrite.  

Zuckerberg si schiera dalla parte della libertà di espressione

“Alcuni anni fa un estremista in Pakistan ha lottato per farmi condannare a morte perché Facebook si è rifiutato di vietare un contenuto su Maometto che lo aveva offeso”, ha scritto Zuckerberg sul suo profilo. “Ci battemmo per questo, perché voci diverse – anche se a volte possono risultare offensive – rendono il mondo un posto migliore e più interessante. Facebook è sempre stato un luogo dove le persone di tutto il mondo condividono le loro opinioni e idee. Seguiamo le leggi in ogni Paese, eppure non abbiamo mai permesso a un Paese o a un gruppo di persone il potere di decidere quello che le persone possono condividere in tutto il mondo“. zuckerberg-charlie-hebdo “Eppure, mentre rifletto sull’attacco di ieri e la mia esperienza con l’estremismo, è questo quello che tutti noi dobbiamo respingere – un gruppo di estremisti che cercano di silenziare le voci e le opinioni degli altri in tutto il mondo. Non lascerò che questo accada su Facebook. Mi sono impegnato a costruire un servizio in cui è possibile parlare liberamente senza paura di violenze. I miei pensieri vanno alle vittime, alle loro famiglie, ai cittadini francesi e alle persone di tutto il mondo che scelgono di condividere le loro idee e opinioni, anche quando questo richiede coraggio. #JeSuisCharlie“.  

La (auto)censura sta vincendo?

Questo succede mentre diversi media anglosassoni stanno censurando le vignette di Charlie Hebdo rifiutandosi di pubblicarle e c’è chi perfino definisce i suoi disegnatori degli “stupidi” che “hanno perso il buon senso”. E non stiamo parlando di “giornaletti”, bensì del New York Times, del Daily Telegraph, del Financial Times e del New York Daily News: “Molte di queste vignette sono insulti”, è la giustificazione più comune.

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Argomenti: Social Network

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