Alla scoperta di Plutone e Caronte con New Horizons

Sono arrivate le prime immagini di Plutone, Caronte e Hydra inviate dalla sonda New Horizons. Ecco cosa è stato scoperto finora sul pianeta nano e i suoi satelliti.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Sono arrivate le prime immagini di Plutone, Caronte e Hydra inviate dalla sonda New Horizons. Ecco cosa è stato scoperto finora sul pianeta nano e i suoi satelliti.

Sono arrivate nella serata di ieri le prime immagini di Plutone e dei suoi satelliti dalla sonda New Horizons e subito sono state divulgate e spiegate dai ricercatori NASA, entusiasti del buon esito della missione. Ciò che finora si è scoperto su Plutone, Caronte e gli altri satelliti ha dello straordinario, com’è naturale che sia visto che finora il pianeta nano era pressoché un mistero, una roccia di ignoto persa nello spazio, declassata dal Sistema Solare. Poco importante che sia un pianeta o un pianeta nano: certamente Plutone è il protagonista di questo 2015 spaziale e aprirà la strada a nuove esplorazioni spaziali. Le informazioni su Plutone arriveranno gradualmente alla NASA e perciò, per saperne di più, sarà necessario aspettare un bel po’, ma nel frattempo le prime immagini ci hanno rivelato dettagli a dir poco stupefacenti.  

Plutone

Innanzitutto le montagne, alcune delle quali alte fino a 3.500 metri, basate su un sottosuolo di ghiaccio d’acqua che secondo i ricercatori NASA si comporta come della roccia. E’ infatti ancora un mistero l’origine di queste montagne, così come è un mistero l’assenza di crateri, nonostante Plutone, così come Caronte, siano vicini alla fascia di asteroidi di Kuiper e dunque vengano bombardati continuamente dalle rocce e dai detriti dello spazio. La superficie del pianeta è però liscia e non deturpata, e ciò fa pensare a un’attività geologica, continua e costante, che ringiovanisce certe aree del pianeta cancellandone le tracce del passato. La giovinezza di certe zone infatti è di 100 mila anni, praticamente nulla in confronto ai 4,5 miliardi di anni del Sistema Solare.   Un’altra straordinaria scoperta di Plutone consiste nelle sue dimensioni – apparentemente sembra poco più grande di quanto si credeva, con un diametro di circa 2.370 chilometri – e nella sua atmosfera, che risulterebbe essere 7 mila volte più sottile di quella della nostra Terra. Inoltre tutta la superficie di Plutone, che sembra relativamente giovane e il che induce ancora di più a pensare a una frenetica attività geologica di mutamento e rinascita, è ricoperta da ghiaccio d’acqua, quello di cui sono fatte le montagne, e da metano e azoto ghiacciati.  

Caronte e Hydra

Tolto il velo anche a Caronte e agli altri satelliti più piccoli: la più grande luna di Plutone si avvicina così tanto per dimensioni al pianeta nano che i due corpi celesti ruotano l’uno attorno all’altro dandosi sempre la stessa faccia. Così come su Plutone, anche su Caronte si individua l’assenza di crateri, segno emblematico di come l’attività geologica di cui sopra possa interessare anche il satellite di Plutone. Inoltre le prime immagini di Caronte mostrano anche straordinari canyon dalla profondità di 7-9 chilometri, mentre la zona più a nord è ricoperta di un materiale scuro di cui ancora non si conosce l’entità e di cui si aspettano le prime informazioni a riguardo. Hydra e Nix, gli altri due piccolissimi satelliti di Plutone, vantano un diametro inferiore a 50 km, ma le immagini finora arrivate sono solo un gigantesco pixel anche perché scattate a una certa distanza da parte della sonda.   caronte   Attendiamo ulteriori notizie, informazioni e aggiornamenti sull’evento planetario dell’anno, “un passo da gigante nella storia umana”, per dirla con le parole del direttore della missione, John Grunsfeld: chi lo avrebbe detto che Plutone e i suoi satelliti fossero così densi di misteri tremendamente affascinanti da scoprire ed esplorare? Se poi volete saperne di più, vi consigliamo di recarvi sul sito della NASA.

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Argomenti: Scienza e Natura

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