AdBlock Plus dichiara guerra a Facebook: la libertà degli utenti è la priorità

Guerra aperta tra AdBlock Plus e Facebook: le mosse e le contromosse. Perché il problema però è più ampio di quanto si possa credere.

di Carlo Pallavicini, pubblicato il
Guerra aperta tra AdBlock Plus e Facebook: le mosse e le contromosse. Perché il problema però è più ampio di quanto si possa credere.

È guerra aperta tra le case che producono i programmi di AdBlock e Facebook. Tutto si è svolto in pochi giorni e lo scontro informatico è destinato a proseguire. Ricostruiamo brevemente la tappa precedente: Facebook ha intenzione di trovare degli strumenti per evitare che i programmi AdBlock non facciano apparire le pubblicità; il colosso fondato da Zuckerberg ha ribadito come il social possa funzionare soltanto grazie alla pubblicità e che comunque si stanno studiando delle possibilità affinché gli utenti possano selezionare, liberamente, le tipologie di annunci che intendono ricevere.

Questa strana battaglia sta assumendo i toni (un po’ troppo enfatici) di una guerra per la libertà: Facebook accusa gli AdBlocker di non dare la possibilità agli utenti di scegliere le proprie pubblicità, mentre le case produttrici di questi software accusano Facebook di non voler dare la libertà agli utenti di gestire il proprio account senza inserzioni. Qual è la nuova puntata di questa ‘stramba’ soap opera?

Guerra aperta tra Facebook e AdBlock Plus: mossa e contromossa

La nuova puntata della disfida tra AdBlocker e Facebook riguarda la mossa che ha messo in campo la nota casa di produzione Eyeo, quella per intenderci che sviluppa il famosissimo tool AdBlock Plus: l’inserimento di un ‘workaround’ che permette di aggirare i sistemi informatici inseriti da Facebook. La risposta del social più famoso al mondo non si è fatta attendere: il tool AdBlock Plus non bloccherebbe soltanto le pubblicità ma anche alcune pagine e alcuni post di amici e questo non permette un’esperienza completa; i programmi di AdBlock sono troppo invasivi e il Social di Zuckerberg intende mettere in campo nuovi strumenti capaci di dribblare il tool ma anche di scendere a compromessi con le esigenze degli utenti. Dovrebbe finire l’epoca degli annunci selvaggi: all’utente sarà permesso di scegliere quali annunci trovarsi in pagina e quali no.

Siamo sicuri che questa sia l’ultima puntata? Certo che no: il web funziona quasi esclusivamente sulla pubblicità e questo è un dato di fatto, con tutte le conseguenze che comporta anche dal punto di vista occupazionale.

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