Acquisti online: cosa cambia dal 13 giugno?

Dal 13 giugno cambiano ufficialmente le regole in merito agli acquisti online e ai contratti a distanza a causa della nuova direttiva europea approvato lo scorso marzo. Vediamo cosa e come cambierà il mondo dell'e-commerce.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Dal 13 giugno cambiano ufficialmente le regole in merito agli acquisti online e ai contratti a distanza a causa della nuova direttiva europea approvato lo scorso marzo. Vediamo cosa e come cambierà il mondo dell'e-commerce.

La nuova direttiva europea 2011/83 cambia le carte in tavola a proposito di e-commerce e acquisti online, all’insegna di una maggiore trasparenza delle informazioni, sicurezza e potere del consumatore, contro le furberie e le tempistiche lunghe, tutto questo allo scopo di rendere più omogenee le direttive per tutti i Paesi dell’Ue. Dal 13 giugno cambierà così il lasso temporale per l’esercitazione del diritto di recesso, le modalità del risarcimento del bene, le informazioni da fornire obbligatoriamente al cliente e quelle che solo ed esclusivamente il cliente potrà selezionare e infine l’accettazione di un contratto online. 

 

Diritto di recesso

Cambiano le tempistiche per esercitare il diritto di recesso da parte del consumatore, mentre l’esercente vede ristretto il periodo entro il quale dovrà procedere al risarcimento.  

La nuova direttiva, infatti, allarga il periodo per il recesso fino a 14 giorni contro i 10 attuali, ma nel caso in cui il consumatore non riceva tutte le informazioni disponibili su questa modalità, il periodo per esercitare il diritto di recesso si estenderà automaticamente fino a 3 mesi

Il cambiamento delle tempistiche riguarda anche l’esercente, il quale, una volta saputa la decisione del cliente di restituire il bene e in attesa di ulteriori 14 giorni dati di diritto al consumatore, avrà solamente 2 settimane di tempo rispetto al mese attuale per effettuare il risarcimento, anche nel caso in cui il prodotto che ha subito il recesso non sia ancora ritornato.

 

Trasparenza delle informazioni e delle transazioni

Allo stesso tempo l’esercente ha il nuovo obbligo di garantire trasparenza assoluta al cliente, comunicando esplicitamente i costi che il consumatore dovrà sborsare nel caso di restituzione di un prodotto già acquistato. Se le informazioni non sono state correttamente comunicate, gli interi costi della transazione di ritorno risulteranno a carico del venditore. 

L’assoluta trasparenza delle informazioni è estesa anche a tutti quegli acquisti online corredati da una vasta serie di opzioni aggiuntive, alcune delle quali impostate attivamente di default. Dal 13 giugno in poi, la cosiddetta spunta potrà essere effettuata solo ed esclusivamente dal consumatore, evitando così di dare un seguito a queste piccole furbate finalizzate ad aggiungere spese piccole e medie a fronte di servizi magari non richiesti dall’acquirente, come ad esempio nell’occasione dell’acquisto online di biglietti aerei

 

Contratti al telefono: cosa cambia

La nuova direttiva europea coinvolge anche i contratti a distanza e gli acquisti di beni per via telefonica. Dal 13 giugno in poi, per far sì che un contratto al telefono sia valido, ci sarà bisogno obbligatoriamente della firma dell’acquirente sul contratto fisico o digitale. 

In questo modo, prima di spedire un prodotto o attivare un servizio, il cliente dovrà ricevere dal venditore un contratto che, nel caso accetti, dovrà firmare. Sarà proprio quella firma a convalidare il contratto a distanza. Un potere in più per il consumatore, un rallentamento ulteriore per le vendite a distanza, per le quali si necessita, a fronte delle nuove regole, una velocizzazione e una resa più pratica della transazione, come l’introduzione di una firma o un’identità elettronica, allo stesso tempo non esente da altre tipologie di rischi. 

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Argomenti: Guide