3 italiani su 4 lo preferiscono in streaming (anche a pagamento)

Gli ultimi dati riportati dal Samsung Techonomic Index rivelano come il settore dello streaming stia crescendo di molto in Italia. Anche in termini economici.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Gli ultimi dati riportati dal Samsung Techonomic Index rivelano come il settore dello streaming stia crescendo di molto in Italia. Anche in termini economici.

Cresce lo streaming nel nostro Paese e cresce anche la spesa media, una delle più alte in tutto il Vecchio Continente. Lo rivela il rapporto Samsung Techonomic Index effettuato in collaborazione con Lightspeed GMI su un campione totale di 18 mila persone sparse in 18 Paesi europei. Il 77% degli italiani ha infatti affermato di aver accesso abituale ai contenuti multimediali sul web, mentre 4 italiani su 10 sarebbero pronti a spendere per fruire di film e serie tv e altri contenuti in streaming, e 1 italiano su 3 lo fruisce da dispositivo mobile.   Ciò che risulta evidente da questi dati è il raffronto con gli anni precedenti, da cui si evince un’esponenziale crescita dello streaming nel nostro Paese: nel 2014 il 65% confessava di accedere abitualmente ai contenuti in streaming, ovvero il 12% in meno rispetto a quest’anno. La crescita riguarda anche chi è disposto a pagare ed è molto alta: nel 2014 solo 10 italiani su 100 erano disposti a versare un contributo finanziario per  avere contenuti di qualità da vedere in streaming, mentre oggi quella cifra è stata quadruplicata, arrivando al 40%.   Un altro aspetto che viene messo in evidenza è il confronto con la media europea: gli italiani infatti spendono 13,89 euro per poter fruire di contenuti in streaming e più di noi spicca solo il Portogallo con la sua media di 14,68 euro. Dopo di noi, invece, la Spagna (13,45 euro), la Danimarca (12,75 euro) e la Norvegia (12,63 euro). Chi invece in Europa non è disposto molto a spendere per vedere contenuti multimediali in streaming sono i tedeschi (8,92 euro), i romeni (8,62 euro), i polacchi (8,47 euro), gli olandesi (8,26 euro) e gli austriaci (7,50 euro).   Il mercato dello streaming è destinato ancora a crescere? Sì, anche perché dobbiamo ricordare che la nostra velocità di connessione non è tra le più alte del mondo, ma il tentativo di diverse aziende (leggasi Telecom) di investire sulla banda ultralarga e di portare la fibra ottica su tecnologia Fiber to the Home, consentirà tempistiche e connessioni più veloci. L’obiettivo del compimento di questo piano dovrebbe concludersi per il marzo 2018 in 100 città italiane, e si dovrebbe raggiungere una velocità di 100 megabit al secondo. Inoltre, la crescita dello streaming è da collegarsi anche con la crescita del mobile: ben 1 italiano su 3 fruisce contenuti multimediali in streaming dal proprio smartphone o tablet.

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Argomenti: Audio-Video, Servizi, Buzz

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