25 rivoluzioni che senza internet non ci sarebbero mai state

25 anni e non sentirli: chiudiamo lo speciale sul quarto di secolo celebrato da internet elencando 25 rivoluzioni che hanno cambiato il nostro modo di vivere. In meglio e in peggio, sta a noi deciderlo.

di Daniele Sforza, pubblicato il
25 anni e non sentirli: chiudiamo lo speciale sul quarto di secolo celebrato da internet elencando 25 rivoluzioni che hanno cambiato il nostro modo di vivere. In meglio e in peggio, sta a noi deciderlo.

Chiudiamo questo piccolo speciale sui 25 anni di internet compiuto mercoledì scorso elencando ben 25 cose che senza internet non ci sarebbero mai state: nel titolo le abbiamo chiamate “rivoluzioni” e non è stato affatto un abbaglio. Una delle definizioni che dà la Treccani di “rivoluzione” è “mutamento“, quello che è nel corso delle cose ma che internet, negli ultimi 25 anni, ha incredibilmente accelerato.

Dunque, ecco a voi 25 “rivoluzioni” che senza internet non ci sarebbero mai state e che hanno cambiato il nostro modo di vivere. Se in meglio o in peggio, questo sta a noi deciderlo. 

 

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I 25 cambiamenti più importanti portati da Internet

  • Globalizzazione: quando ancora inserivamo il cavetto del telefono sul computer e ci stavamo mezz’ora per evitare di vederci arrivare una bolletta salatissima ed entravamo nelle chat per parlare con perfetti sconosciuti e stringere amicizie, alcune delle quali, incredibilmente, ancora durano. Non solo italiane, ovviamente, ma anche internazionali. Chiamare negli Stati Uniti costa: chattare con un americano è (quasi) gratis. Più veloce di una missiva, più divertente e anche più istruttivo. Il mondo è diventato proprio piccolo. 
  • Storie d’amore: quante sono le storie d’amore nate su internet? Tante, tantissime: una buona parte di esse ancora durano e sicuramente ciascuno di voi conosce qualcuno che ha trovato la propria anima gemella su internet. Ha messo da parte le diffidenze e protetto da un iniziale anonimato, è uscito dal guscio e ha incontrato la sua dolce metà. Certo, poi ci sono anche quelle storie finite male, ma dopotutto non possiamo chiedere miracoli, no?
  • Linguaggio: una volta si usava pennino e calamaio, poi sono venute le Bic, oggi è il turno delle tastiere. Piccole o grandi che siano, ormai conosciamo a memoria la disposizione delle lettere sulla tastiera e ci viene estremamente veloce scrivere qualcosa, in tutti i modi che vogliamo. S1 p07r3bb3 5cr1v3r3 c0s1 oppure con le emoticon 🙂 per dare un tocco in più di espressione a un medium che comunque resta freddo. Poi ci sono quelle abbreviazioni che molti detestano, cm ad es qst, ma alla fine le potenzialità del linguaggio sono infinite, basta solo a noi continuare a scoprirle. 
  • Lavoro: il lavoro in ufficio non è più categorico, né obbligatorio, soprattutto per certi tipi di lavoro. Oggi si può stare comodamente seduti sul proprio divano di casa con un portatile sotto gli occhi e guadagnarsi il pane lavorando con i propri orari e a seconda delle proprie esigenze. Si risparmia la benzina, il posto fisico in ufficio, il traffico infernale e un sacco di stress. Ecco, questa sì che è una piccola evoluzione. Peraltro è una tendenza destinata a crescere proprio per i motivi di cui sopra (vedi anche il crowdsourcing). Vediamo come andrà a finire. 
  • Gattini: ebbene sì, alla fine ci sono anche loro, questi teneri animaletti domestici che ormai tutti abbiamo imparato ad amare grazie a foto e video che li ritraggono in posizione assurde. I gatti sono diventati delle vere e proprie star, in grado di suscitare commozione e tenerezza da un lato, istinti omicidi dall’altro. Tim Berners-Lee non si sarebbe mai aspettato che i gattini fossero stati tra i protagonisti di questi 25 anni di internet. 
  • Rivolte: senza internet molti Paesi non si sarebbero mai ribellati. E’ il caso della Primavera Araba, che è diventato quasi un fenomeno da studiare. Internet è diventato temibile per i governi, molti dei quali vogliono assumerne il controllo, perché accorcia le distanze e agevola la libera circolazione delle informazioni a livello mondiale. Purtroppo alcuni Paesi, ancora oggi, pongono severe proibizioni sull’utilizzo di internet. E come ben si sa, la censura è l’arma vigliacca di un potere debole e fallace. 
  • Express yourself: grazie a YouTube, Vimeo, i blog e tantissime altre piattaforme, i 15 minuti di celebrità predetti da Warhol si sono estesi nel tempo. Perfetti sconosciuti sono diventati popolarissimi grazie alla comunicazione del loro talento al mondo intero. E come dovrebbe accadere in qualsiasi civiltà democratica, è il pubblico a decidere se vale la pena seguire quel talento oppure no. A volte ci si può sbagliare, per carità (basti vedere i box office cinematografici italiani sotto Natale, insomma), ma a tutti è data un’opportunità, e questo è un bene. 
  • Spoiler: con le dirette streaming e i ponti tagliati da una comunicazione divenuta rapidissima e globale, diventa molto più semplice cadere nel rischio dello spoiler, croce e delizia di molti fan di serie tv e film. Insomma, cosa succede nell’episodio X della serie Y? Basta un click e lo saprete. E anche registrarti una partita di pallone ed evitare di conoscere il risultato per vedersela in santa pace il giorno dopo è diventato quasi impossibile. L’informazione circola liberamente e senza controlli: chi odia gli spoiler stia attento. 
  • Domande e risposte: con i motori di ricerca, oggi, conoscere qualcosa è diventato estremamente semplice. Tuttavia è cambiato il nostro modo di comunicare: le risposte sono ovunque e tutte a portata di mano, ma a volte trovarle è difficile. Questo perché oggi non è la risposta che conta, ma la domanda. Ovvero, fare la domanda giusta. Da qui poi nascono le keyword, il SEO e tutto il resto che gli esperti del settore conoscono bene, ma certamente la domanda risulta fondamentale. Un po’ come per Douglas Adams, in “Guida galattica per autostoppisti”: si potrebbe fare una domanda e sentirsi rispondere 42. Che senso ha questa risposta? Non è la risposta a non avere senso, piuttosto è la domanda che è posta in modo sbagliato. 
  • Bufale: tra UFO che atterrano durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, turisti accidentali, cani e gatti enormi, fotomontaggi assurdi e video creati ad hoc, la bufala è all’ordine del giorno. Può essere una notizia, un’immagina, un video: l’importante è restare accorti e contare fino a 100 prima di condividere una news che poi scopriremo essere una vera e propria bufala e, di conseguenza, giustificarci nei confronti degli altri con goffi e impacciati “Ma sì, lo sapevo…”. Le bufale che circolano sul web sono tante, ma proprio tante. Un giorno ci scriveremo un articolo. 
  • Commercio: cerchi il prezzo più basso di un prodotto? Ti serve acquistare una cosa che si trova solo in Germania o negli Stati Uniti? Vuoi farti arrivare un plico libri, videogiochi o film direttamente a casa senza recarti nei negozi appositi? Vuoi vendere roba che non usi più e racimolare un po’ di soldi? Oggi è tutto estremamente rapido e facile. Il commercio online è una tendenza destinata a crescere e poco importa se non vediamo o tocchiamo il prodotto con i nostri occhi e con le nostre mani: l’importante è sempre risparmiare. Oppure ottenere qualcosa che in pochi hanno. Ideale per i collezionisti. 
  • Eros: potevamo chiamarlo “porno”, ma eros ci è apparso più elegante. Da una parte i siti nati appositamente per incontri sessuali, dall’altra il porno alla portata di tutti (basta che siate maggiorenni). Non siate troppo moralisti: lo sapevate che l’80% delle ricerche compiute su internet riguarda il porno? 
  • Mappe: è finita l’era dei cartografi, così come quella degli atlantici geografici e ancor di più di quelle cartine che tenevamo gelosamente nel cruscotto e che per aprirle ti ci voleva tutto lo spazio interno del veicolo, con tanto di inevitabile oscuramento della vista del guidatore. Oggi basta sapere cosa cercare e pochi click per scoprire “il” mondo: in formato mappa o in formato satellitare. E’ tutto a portata di mano e tutto estremamente realistico. 
  • Astronomia: chi non conosce Google Sky? Lo sapete che molti pianeti sono stati scoperti da questo servizio? E’ sufficiente avere un po’ di conoscenza della materia per improvvisarsi astronomi e scoprire le novità che ci riserva all’universo, riportarle agli enti ufficiali e godere del proprio momento di celebrità (e magari trovarsi anche un lavoro). 
  • Addio alla privacy: volenti o nolenti dobbiamo riconoscere anche un elemento negativo portato da internet, una “rivoluzione” in un certo senso (ma le rivoluzioni non sono sempre positive) che ci ha condotto quasi inconsciamente a cancellare la nostra privacy. Basta inscriversi a un servizio per far sì che i nostri dati possano essere accessibili: restare anonimi è ormai una prerogativa degli hacker. Certo è che resta inquietante quando pensi di acquistare un paio di scarpe e il giorno dopo sul tuo schermo compaiono decine di messaggi pubblicitari con qualche paio di scarpe in bella mostra. 
  • Troll: non è un caso che se cerchi “troll” su Google appaia prima il significato del termine legato a internet piuttosto che quello mitologico e leggendario. L’aggressività su internet è aumentata (ve lo avevamo detto che non erano tutte rivoluzioni positive), basta recarsi su YouTube e leggere qualche commento sotto un video di successo per capire come gli animi sono esageratamente fomentati. Lo stesso discorso vale per i siti di informazione e per i blog. Il litigio è all’ordine del giorno, la provocazione pure, la discussione perde di ogni senso logico e alla fine ci restano due cose da fare: o lasciar perdere la lettura, o perdercisi del tutto e farsi quattro risate. Amare. 
  • Nouvelle Vague: un tempo erano i poeti maledetti, poi venne la Beat Generation, infine la Nouvelle Vague. Tutti fenomeni culturali che avevano a che vedere con le arti e la letteratura. Un manipolo di uomini destinati a cambiare il proprio settore professionale in meglio, diventando materiale da studiare sui libri di scuola, in grado di influenzare la cultura popolare e la società in cui vivevano. Oggi, la nuova nouvelle vague è formata da uomini come Steve Jobs, Mark Zuckerberg, Sean Parker e Jack Dorsey, e prima ancora Bill Gates. Sono stati loro a cambiare il nostro modo di vivere, grazie alla loro genialità e a uno straordinario intuito per gli affari. 
  • Ricette: avreste mai pensato un giorno di preparare le vostre ricette e postarle su qualche piattaforma per farle vedere a tutti? No, probabilmente, avreste detto: “Non interesserebbe a nessuno, neppure a me”. Poi la moda è iniziata e le ricette di ciascuno di noi sono sotto gli occhi di tutti, corredate di foto, testi e altre dritte. E allora vi ci siete messi pure voi: “Se lo fanno loro posso farlo pure io”. Però la domanda resta: “Che ci frega a noi?”. 
  • Crowdfunding: per la serie “E’ sempre il pubblico a decidere”, il crowdfunding è un’altra delle tendenze produttive più importanti e rivoluzionarie portate da internet. Vuoi presentare un progetto ma hai bisogno dei finanziatori? Il crowdfunding serve proprio a questo: invece di cercare la persona giusta, saranno le persone giuste a cercare te, ovvero il progetto buono. E a finanziare la tua idea. Naturalmente l’interesse deve essere reciproco da una parte e dall’altra. 
  • Giocare online: in una parola, multiplayer. Impossibile pensarci ai tempi delle console Atari o Commodore, oggi su praticamente qualsiasi gioco, su console o PC, è possibile giocare online con ogni appassionato proveniente da qualsiasi parte del mondo. Si gioca insieme, si fanno grasse risate, ci si diverte, si fanno conoscenze. Ma, soprattutto per i giochi d’azzardo, occorre ripetere un fondamentale promemoria: giocate responsabilmente.
  • Satira: l’informazione è cambiata anche in questo senso; fino a poco tempo fa chi si poteva permettere di fare satira erano giornalisti che lavoravano per un quotidiano o una rivista pensata apposta per la satira. Sui quotidiani, a volte, compariva qualche piccola rubrica, ma nulla più. Oggi, che l’informazione è online, soprattutto sui blog la satira avanza prepotentemente. E così sui social network (vedi Twitter): l’importante è far ridere, ma anche riflettere. E la satira assume uno spessore informativo sempre più popolare. 
  • Viralità: senza YouTube, probabilmente, PSY non sarebbe mai diventato milionario con una sola canzone. Il passaparola è mutato in “virale”: sembra un’accezione negativa e forse, sotto certi aspetti, lo è. Come per le bufale (vedi sopra). Ma una cosa è certa: è la viralità il principio del marketing online. Più una cosa fa parlare di sé, più è meglio: e poi tutti possono approfittarne. Per diventare milionari o per avere un discreto successo (il più delle volte temporaneo). 
  • Esperti: se navigate un po’ per il web e cercate informazioni inerenti a libri, film, ricette, animali, salute, tecnologia e via dicendo, troverete un sacco di esperti del settore e professionisti che, se vi piacciono, seguirete. A ben vedere, sul web sono (quasi) tutti esperti della propria materia e ciascuno afferma con convinzione la propria tesi. Gli influencer sono quelli che hanno più successo e che nessuno vorrebbe contraddire, a patto di resistere all’agguerrita massa di difensori dell’influencer. Il flusso delle informazioni corre veloce, ma la pluralità della stessa, quella sì, resta la cosa più importante, per farsi un’idea più sana e meno influenzata. 
  • Truffe: soldi da inviare su Wester Union per appartamenti che in realtà non esistono, smartphone o GPS venduti su siti di aste che non arrivano mai a destinazione, annunci di lavoro fittizi e richieste dei dati sensibili. Le truffe online sono all’ordine del giorno: state accorti, esistono un sacco di guide sul tema. Leggetele tutte per non farvi mai fregare. 
  • Gratis: è la parola d’ordine dei nostri tempi, soprattutto in tempi di crisi. Tra le keyword più digitate dagli utenti figura lei, immortale ed evergreen: gratis. Una parola magica che apre un mondo a ciò che potrebbe avere un costo ma non lo ha. Ci fa sentire quasi degli eletti. Libri (ebook) gratis (ma esistono anche le biblioteche), film gratis, musica gratis, giochi gratis. Siamo tutti tirchi? Non proprio, è che la parola gratis dà sempre quella sottile e piacevolissima dipendenza che si traduce nell’avere tutto e subito senza spendere un centesimo. 

 

La parola, adesso, passa a voi: qual è la rivoluzione di internet che vi ha più colpito in questi ultimi 25 anni? 

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Argomenti: Tendenze del web