2015 Odissea mobile: più cellulari che esseri umani

Il 2015 è l'anno del sorpasso: 7,2 miliardi di cellulari contro 7 miliardi di homo sapiens. E la società risulta essere sempre più connessa.

di Daniele Sforza, pubblicato il
Il 2015 è l'anno del sorpasso: 7,2 miliardi di cellulari contro 7 miliardi di homo sapiens. E la società risulta essere sempre più connessa.

Ci superano di circa 200 milioni di unità, ma non ci rimpiazzeranno, né ci dichiareranno guerra. Forse. Stiamo parlando di telefoni cellulari, ovviamente, che nel 2015 ci supereranno in quantità. 7,2 miliardi di unità di cellulari contro 7 miliardi di homo sapiens. Tra i cellulari, la quota è da dividersi tra vecchi telefonini e nuovi smartphone, ma già dal 2016 i cellulari intelligenti dovrebbero raggiungere il 50% della quota totale, estendendo nel complesso le unità di telefoni cellulari. La notizia è stata data in occasione dell’Evento Annuale Ericsson e ha fatto subito discutere molto esperti e addetti al settore.  Siamo ormai diventati a tutti gli effetti una società connessa – Ericsson l’ha nominata Networked Society – dove la digitalizzazione dei servizi e il vantaggio di essere sempre connessi sarà in grado di generare molti benefici per gli uomini e l’ambiente allo scopo di creare un futuro più sostenibile, anche economicamente.   Il 2015 è dunque l’anno di una vera e propria odissea mobile, con derive tecnologiche che sono state analizzate dalla LUISS e che denotano il rapporto degli italiani con la tecnologia, ritenuta generalmente fondamentale per migliorare lo sviluppo economico del Paese secondo il 72% del campione analizzato. Tuttavia, solo 7 italiani su 100 si dichiarano soddisfatti delle infrastrutture e dei servizi digitali di cui quotidianamente fruiscono nel proprio Paese. Una maggiore connettività in Italia porterebbe enormi vantaggi prima di tutto ai servizi pubblici (31%), secondo poi all’istruzione e alla sanità (lo credono rispettivamente il 29% e il 27% dei cittadini monitorati). E tornando ai cellulari, 69 italiani su 100 passano molte ore della giornata connessi a internet proprio tramite dispositivo mobile, che sia smartphone o tablet.   La LUISS ha snocciolato diverse informazioni moto interessanti legate anche all’informazione tout court, rivelando come il 27% degli italiani si fidi maggiormente di un sito internet specializzato su un determinato tema, mentre il 24% preferisce cercare informazioni sui social network. Staccati, infine, seguono mezzi di comunicazione tradizionali, come tv e stampa. Da questi risultati emerge come internet sia il mezzo privilegiato per ottenere informazioni, non solo specifiche in base alle nostre esigenze, ma anche legate alla cronaca e all’attualità.   Ma in quale modo la connettività su cui si basa la nostra società potrà portare vantaggi allo sviluppo economico del Paese? Ad esempio, mutando il mercato del lavoro, o rilanciando settori creduti morti attraverso nuove forme digitali. E’ il caso ad esempio di Spotify, che ha rilanciato il mercato musicale contrastando a suo modo la pirateria grazie a un canone di abbonamento dal costo esiguo. La stessa cosa potrebbe avvenire molto presto per il cinema – e forse per certi versi sta già accadendo – senza dimenticare tutti quei concetti legati alla produttività, grazie a suite e applicativi che migliorano la qualità della vita professionale.   “Gli italiani amano i benefici che la società connessa può portare in termini di miglioramento della qualità della vita, valore per le imprese ed efficienza per la pubblica amministrazione”, ha dichiarato la responsabile della divisione marketing di Ericsson, Clara Paez: “Il nostro compito consiste nel soddisfare questa domanda e guidare il cambiamento grazie a una collaborazione sinergica che sostenga l’innovazione e la crescita dell’intero sistema su cui si basa il Paese”. E questa, invero, è una speranza di noi tutti.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Tendenze del web

I commenti sono chiusi.