Vivere di rendita? Qualche consiglio su come investire i propri risparmi

Dove investire i propri risparmi per cercare di vivere di rendita o quasi? Ecco qualche consiglio.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Dove investire i propri risparmi per cercare di vivere di rendita o quasi? Ecco qualche consiglio.

La crisi economica degli ultimi anni ha fatto venire meno molte certezze; una di queste era la convinzione che avremmo vissuto sempre meglio quasi automaticamente di anno in anno. Purtroppo, così non è. Tuttavia, non tutti gli italiani sono uguali e alcuni sono più “fortunati” di altri, disponendo di risparmi accantonati, che potrebbero essere una buona fonte di reddito per il futuro. Ma vivere di rendita si può? E’ chiaro che il discorso non riguarda coloro che hanno messo da parte pochi spiccioli, perché è improbabilissimo che possano fruttare a livelli tali, da generare per i titolari un reddito decoroso con cui sostentarsi. Ad ogni modo, cosa bisogna fare per investire al meglio i propri risparmi, in modo da vivere, se non di rendita, quanto meno attingendo dai redditi da questi generati? Il primo consiglio è di diversificare il portafoglio degli investimenti, puntando sui titoli azionari e obbligazionari quotati in mercati diversi e anche in valuta diversa, in modo da minimizzare i rischi, perché è improbabile che vadano male tutti gli strumenti finanziari contemporaneamente in ogni angolo del pianeta.

Rating bond elevati e dividendi azionari adeguati

Secondariamente, bisogna puntare sulle azioni e i bond più sicuri, anche rinunciando a rendimenti extra, che sono lo specchio di un rischio più elevato. Acquistare sempre capitale e obbligazioni di società con rating “investment grade”, scegliendo nel primo caso quelle con il maggiore rapporto tra dividendo e titolo, nel secondo caso con cedola e/o rendimento più elevati, a parità di rischio, preferibilmente mai a prezzi (molto) al sopra la pari. Poiché c’è il rischio di un’erosione del potere d’acquisto a causa dell’inflazione negli anni futuri, è altresì conveniente investire parte del portafoglio in oro, un asset che tutela contro la crescita dei prezzi. E’ un bene-rifugio per eccellenza da almeno 5 mila anni, per cui anche nel caso di catastrofi economiche dovrebbe tutelare i nostri risparmi, anzi dovrebbe performare meglio proprio in caso di eventi negativi.    

Investimenti immobiliari sono a rischio illiquidità

E gli immobili? Fino a qualche anno fa avremmo dovuto consigliare, sulla base dell’esperienza, che sarebbe stato proficuo investirvi almeno una parte del proprio portafoglio. Non che sia sbagliato, ma la crisi di questi anni ci ha fatto comprendere che esiste il rischio di ritrovarsi nell’impossibilità di vendere casa all’occorrenza, tranne che non lo si faccia a prezzi infimi, ma potendo anche rimediare una perdita. In altre parole, gli immobili dovrebbero anch’essi conservare il loro valore commerciale nel tempo, ma in caso di crisi è possibile ritrovarsi nell’impossibilità di monetizzare al più presto, restando illiquidi. Lo stesso dicasi per i diamanti, che se hanno la caratteristica di rappresentare un investimento in beni preziosi e dal valore generalmente non calante, possono richiedere anche anni per una loro rivendita sul mercato.

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