Vacanze 2019, quanto costa una giornata al mare? La Sardegna è la più cara – come risparmiare

L'Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori ADOC ha calcolato quanto costa una giornata al mare per una famiglia di 3-4 persone per le vacanze 2019: come risparmiare.

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L'Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori ADOC ha calcolato quanto costa una giornata al mare per una famiglia di 3-4 persone per le vacanze 2019: come risparmiare.

Sembra essere davvero arrivata l’estate 2019 e quindi gli italiani stanno cominciando a progettare le vacanze: l’Adoc ha svolto un’indagine sui costi di una giornata al mare per una famiglia di 3-4 persone in tutte le regioni d’Italia e il risultato più evidente da sottolineare immediatamente è che la regione più cara è la Sardegna dove il costo medio è di 34 euro, dove, all’interno di questo prezzo, è contemplato il lettino, l’ombrellone e una sdraio, dunque esclusi ogni tipo di extra e la ristorazione.

Ecco quali sono le regioni, invece, più economiche e come risparmiare senza rinunciare al dovuto relax dopo un anno di lavoro.

Il costo di una giornata al mare

Abbiamo visto come una giornata al mare per una famiglia di 3-4 persone arrivi a costare circa 34 euro in Sardegna; la media nazionale, invece, è di circa 26 euro (per gli stessi servizi base), mentre se si aggiunge doccia e cabina si sale già a 33 euro e se poi si vuole usufruire della ristorazione si arriva a 58 euro al giorno per famiglia. Al secondo posto, dietro la bella Sardegna, troviamo la Liguria con una media di 33 euro e la Toscana con 31 euro. Le regioni più economiche (si tratta di un mare forse meno glamour ma comunque spesso molto bello) sono il Molise e la Campania con una media per famiglia di 21 euro, poi troviamo la Basilicata con 22 euro e l’Abruzzo e la Calabria con 23 euro.

Agosto è il mese più caro

Sempre secondo quanto riportato dallo studio Adoc, rilanciato dal sito de La Repubblica, il mese più caro per le vacanze 2019 è sicuramente agosto con una media di spesa nazionale di circa 697 euro – per intenderci i mesi di giugno e settembre possono costare anche il 20% in meno, è ovvio però che non tutti hanno la libertà di prendersi le ferie in questi mesi. Un altro dato interessante riguarda il costo di un abbonamento per l’intera stagione estiva e qui il costo arriva in media a 1718 euro, usufruendo degli sconti e delle promozioni per i soggiorni più lunghi.

Come risparmiare per le vacanze 2019 a mare

Oltre a scegliere mete di per sé meno care, come risparmiare per le vacanze 2019 a mare? Qualche consiglio è possibile comunque darlo. Innanzitutto, molti stabilimenti danno la possibilità di abbonamenti ‘part-time’, solo per mezza giornata, mattina o pomeriggio: se non si è persone da 10 ore di mare consecutive, potrebbe trattarsi di un’ottima soluzione di compromesso. Un’altra possibilità è quella di prediligere gli stabilimenti che presentano i servizi prossimi all’ingresso, in quanto molto spesso hanno un costo più basso.

I problemi del mare italiano, dalle spiagge libere alle concessioni passando per l’abusivismo

Questi costi sono anche connessi ad altri problemi propri del mare italiano. In primo luogo, si segnala il grosso squilibrio tra spiagge libere e spiagge con servizi: sul totale, le ‘libere’ sono soltanto il 40% (sempre secondo le stime dell’Adoc) – da ricordare, però, che l’accesso alla spiaggia, anche nei lidi, è libera per tutti, qualora infatti il gestore del lido non voglia farvi passare, basta chiamare i vigili urbani. L’Italia poi è il paese dell’abusivismo: molti stabilimenti occupano in maniera non autorizzata lunghi tratti di spiaggia esigendo il pagamento di ombrelloni e lettini (la Guardia di Finanza con un’operazione complessa è riuscita a restituire circa 250mila metri quadri di spiagge agli italiani).

Ma forse la vergogna più grande è il canone d’affitto che i gestori degli stabilimenti devono allo Stato, i dati sono davvero incredibili: su concessioni di appena 100 milioni di euro (si parla di circa 50mila stabilimenti – la media è di un canone di 2mila euro!), il giro d’affari si attesta intorno ai 15 miliardi di euro (secondo i calcoli di Nomisma – dunque la media è di 300mila euro di introiti!). A voi i commenti!

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