Trasparenza bancaria: Ebic diritto del cliente

Alcune banche pretendono l'apertura di un conto corrente per accedere a un prestito, altre la sottoscrizione di una polizza assicurativa: i principali casi della "morte della trasparenza in banca"

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il

LA NORMATIVA SULLA TRASPARENZA BANCARIA E IL RUOLO DELL’EBIC

Molte banche, a detta dei consumatori, quando si richiede un prestito non sono del tutto oneste coi clienti e cercano di mascherare la carte per coprire le mancanze delle loro pratiche.

L’Ebic, un modulo sulle informazioni europee di base sul credito ai consumatori, un pacchetto di informazioni personalizzate sulle specifiche esigenze del cliente viene consegnato dalle banche solo nel 30% dei casi.

Questo modulo, che è una fotografia del prestito che si richiede, specifica il TAEG, ovvero il costo comprensivo del prestito che include anche le spese aggiuntive oltre agli interessi, quale sarà l’importo delle rate, in quante rate andrà restituito il prestito richiesto e di conseguenza l’importo totale da restituire.

Inoltre nell’Ebic sono presenti anche tutti i diritti del consumatore: il diritto di recesso entro i 14 giorni stabiliti dalla legge, il diritto a poter estinguere anticipatamente il prestito e il diritto di richiedere una copia del contratto di erogazione del prestito gratuitamente.

L’Ebic, che, secondo una disposizione di legge, le banche dovrebbero rilasciare ogni volta che un cliente richiede un preventivo di prestito, permette il confronto tra i diversi tassi di interesse e le diverse spese offerte dalle banche.

L’Ebic quindi non è una richiesta assurda del cliente, ma soltanto uno dei suoi tanti diritti, ma alcune banche affermano che rilasciano lo stesso soltanto dopo l’accettazione delle condizioni  proposte e che quindi si è avviata già la pratica di finanziamento. Ma a quel punto diventa del tutto inutile avere l’Ebic, poiché non si può più usufruire di quella che è la sua reale funzione: permettere il confronto tra i diversi TAEG proposti e permettere quindi al cliente di scegliere il prestito a lui più congeniale e conveniente.

Alle volte anche se il modulo viene espressamente richiesto le banche accampano assurde scuse per non fornirlo.

 

OLTRE AL PRESTITO: CONTO CORRENTE E ASSICURAZIONI

Quando si chiede un prestito in una banca capita spesso che la banca in questione avanza la pretesa che per ricevere il prestito richiesto si debba aprire un conto corrente presso la loro sede e che si debba stipulare un polizza assicurativa per coprire il denaro ottenuto.

Molto spesso addirittura viene anche imposta la polizza presso assicurazioni sponsorizzate dalla banca stessa; in questo modo per avere un finanziamento ci si dovrebbe accollare due prodotti di cui non si ha bisogno e che magari neanche si vogliono.

Purtroppo in molte banche la procedura è questa, e se si vogliono i soldi bisogna accettarla, anche se scorretta, poiché l’obbligo di aprire il conto corrente e la polizza assicurativa vengono, forse volutamente, omessi nel contratto che si sottoscrive per la richiesta di finanziamento. Questo comportamento fa si che il cliente non abbia possibilità di scelta ma che debba subire un qualcosa imposto, poiché non è lui a chiedere un prodotto che lo copra dai rischi di non riuscire a pagare il debito contratto.

 

CONFLITTO DI INTERESSE DELLE BANCHE

Ma la cosa più assurda in queste polizze assicurative, che come abbiamo già anticipato sono spesso sponsorizzate dalle banche stesse, è che c’è un palese conflitto di interessi: la beneficiaria della polizza è appunto la banca che in questo caso diventa sia beneficiaria che venditrice della polizza che ha venduto al cliente.

Questo conflitto di interessi è alla base della poca trasparenza bancaria, poiché il cliente non riceve nessuna informazione al riguardo.

Questo palese conflitto di interessi è stato evidenziato anche dal ISVAP, istituto per la vigilanza delle assicurazioni, che ha evidenziato proprio la forte crescita di queste polizze di cui beneficia poi la banca.

L’unione consumatori ha fatto presente che se la banca è beneficiaria di una polizza assicurativa che il cliente deve per forza stipulare, allora il cliente deve poter avere la libertà di scegliere con chi stipulare la polizza e non subire la scelta obbligata che impone la banca. Per  sinonimo di trasparenza in questo caso ci sarebbe bisogno di un depliant o un foglietto che illustri la procedura dell’assicurazione, ed è proprio per questo che si sta battendo l’ISVAP per aumentare anche la libera concorrenza nel mercato assicurativo e permettere al cliente di essere consapevole del prodotto che acquista.

 

PRESTITI E MUTUI: COSA SCEGLIERE?

Cosa cambia nella scelta tra un mutuo e un prestito? Innanzitutto bisogna valutare l’importo che occorre richiedere, le spese applicate su di esso e il tasso di interesse.

Di solito il prestito personale non può essere superiore ai 30 mila euro (anche se la nuova normativa prevede prestiti personali che arrivano fino a 75 mila euro) e il rimborso non può superare la durata dei 5 anni.

Ma per decidere se conviene di più un prestito personale o un mutuo bisogna fare due conti sui vari costi : con il prestito personale non è prevista un’ipoteca sull’immobile quindi si risparmia sulle spese notarili, ma è da tener conto che in molti casi i tassi di interesse di un mutuo sono più bassi rispetto a quelli di un prestito personale.

Tasso interesse prestito personale vs tasso interesse mutuo: chi vince la sfida? – Facendo riferimento ai tassi d’interessi medi applicati dalla banca D’Italia fino al 30 settembre 2011, è possibile evidenziare che i tassi di interesse di un  prestito personale, che in media sono pari all’11,2%, sono praticamente il doppio rispetto ai tassi di interesse applicati ad un mutuo a tasso fisso, che in  media sono pari al 5,15%.

Però bisogna fare attenzione anche a non valutare soltanto il tasso di interesse applicato, poiché poi per avere il costo complessivo di un finanziamento bisogna aggiungere anche le spese accessorie aggiuntive.

Quindi prima di prendere una decisione sulla scelta tra prestito personale e mutuo è bene confrontare il TAEG dell’uno con quello dell’altro per rendersi conto di quale realmente conviene.

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Conti e carte, Mutui e Prestiti