Torna l’ora legale, il risparmio energetico di oggi potrebbe non avere senso tra 10 anni

Perché ancora ci ostiniamo con il change tra ora legale e ora solare?

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Torna l'ora legale, il risparmio energetico di oggi potrebbe non avere senso tra 10 anni

La tortura dell’ora legale sta per tornare, un’ora di sonno in meno prevista per il 28 marzo. Le lancette di sposteranno infatti di un’ora avanti nella notte tra sabato 27 e domenica 28. Perché si continua in questa pratica tanto odiata? La questione del risparmio energetico è ancora valida?

Ora legale e risparmio energetico

Avevamo letto che la pratica di spostare le lancette due volte all’anno era ormai agli sgoccioli, e invece no. Sabato notte si cambierà ancora, e non sarà nemmeno l’ultima volta. Fatti due calcoli, a quanto pare si è deciso che ora legale e ora solare convengono ancora a livello di risparmio energetico. Se nel caso dell’ora solare però il cambiamento è sempre bene accetto, poiché si ha un’ora in più, nel caso dell’ora legale invece l’ora si sottrae, e quando ci viene tolto qualcosa c’è sempre da storcere il naso.

Come dicevamo però, a quanto pare il risparmio c’è ed è anche consistente. Secondo Terna, società che gestisce la rete elettrica nazionale, nel 2020 si è risparmiati 400 milioni di kilowattora nel passaggio all’ora legale, quantità di energia che equivale a 66 milioni di euro. Oltre al risparmio economico poi c’è da considerare quello ambientale, con 205.000 tonnellate di anidride carbonica in meno.

C’è da dire però che il risparmio sta sempre più diminuendo, ad esempio 10 anni fa si erano risparmiati 647 kWh. Negli ultimi 10 anni il calo è stato progressivo, cosa che ci fa pensare quindi se sia ancora davvero utile questo change continuo, ossia se tra 10 anni avrà ancora senso, considerando tra l’altro che poi quel che si risparmia per effetto dell’ora legale, lo si perde in parte con il cambio all’ora solare dove, appunto, facciamo maggior uso dell’energia elettrica.

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