Tim Prime, dopo la nuova diffida dell’Agcom si va verso la class action

Dopo la diffida dell'Agcom alla Telecom probabilmente si andrà verso una Class action.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Dopo la diffida dell'Agcom alla Telecom probabilmente si andrà verso una Class action.

In un comunicato stampa l’Aduc sottolinea come la Telecom Italia Spa sia stata diffidata anche dall’Agcom dall’attivare Time Prime su segnalazione, proprio, dell’associazione dei consumatori. Riportiamo in maniera integrale il comunicato stampa in questione dell’Aduc: Firenze, 25 Marzo 2016- E’ notizia di oggi pomeriggio che sul caso Tim Prime è intervenuta su nostra segnalazione anche l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) diffidando la società Telecom Italia Spa dall’attivare Tim Prime. Correttamente ritiene l’Autorità che Telecom Italia non possa utilizzare il sistema di modifica delle condizioni contrattuali (rimodulazione dei profili base di telefonia mobile) asservendolo ad altro fine, cioè l’attivazione di un servizio a pagamento. Ma l’Autorità va anche oltre: “l’attivazione non richiesta di nuovi servizi in cambio di una controprestazione economica […] rappresenta una […] vera e propria introduzione di prestazioni (e costi) nuovi e mai richiesti dall’utente. L’operatore, in questo caso, trasformerebbe dei profili tariffari base “a consumo” in profili con un addebito settimanale fisso di euro 0,49, […] (opzione non concordata tra le parti del contratto). In sostanza TIM utilizza illegittimamente la procedura prevista dal Codice delle comunicazioni per l’esercizio dello jus variandi, al fine di attivare nei confronti di un numero rilevantissimo di clienti una nuova offerta con la tecnica dell’opt-out, peraltro incidendo in maniera sostanziale sulla natura dell’offerta base originaria, che cesserebbe di essere “a consumo”, comportando un addebito fisso settimanale. L’addebito del costo settimanale di euro 0,49 si registrerebbe, tra l’altro, a prescindere dalla scelta del “numero amico” da parte del cliente, con il rischio che – a seguito della manovra – l’aggravio di costo a carico degli utenti avvenga senza nessun vantaggio compensativo”. A questo punto se Telecom Italia Spa procederà comunque all’attivazione di Tim Prime, incorrerà in pesanti sanzioni fino a 2 milioni e mezzo di euro. Ma tali sanzioni non comporterebbero comunque la restituzione agli utenti degli importi illegittimamente sottratti. Per questo motivo, dal canto nostro, abbiamo intimato a Tim/Telecom di modificare le modalità di attivazione del servizio TIM Prime rendendole conformi a legge, cioè attivando il servizio solo su richiesta del cliente. In caso contrario, proporremo una class action a tutela dei consumatori. Si tratta di un’impresa complessa, visto le norme scoraggianti del nostro codice e, soprattutto, molto costosa per chi la promuove. Nel frattempo, mettiamo in guardia tutti gli utenti che siano titolari di una sim ricaricabile della TIM. Se non vi interessa il servizio TIM Prime, appena ricevuto il messaggio di prossima attivazione del servizio vi consigliamo di: – disattivarlo subito, chiamando il numero 409162; – inviare, via pec o a mezzo raccomandata AR una lettera di diffida; – inviare una segnalazione all’Antitrust; – tenerci aggiornati  su quanto accade.   Emmanuela Bertucci, legale Aduc COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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Argomenti: Telefonia&Internet

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