Tassi mutui Usa: crollo ai minimi da 50 anni

Precipita il tasso medio dei mutui Usa a 30 anni: record contratti preliminari stralciati prima formalizzazione

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

Mercato immobiliare Usa 2011

Sorprendendo la maggioranza degli analisti di mercato, che non attendevano un declino così imponente, la società Freddie Mac ha dichiarato che i tassi di interesse applicati in territorio statunitense alle operazioni di finanziamento immobiliare sarebbero crollati ai livelli minimi storici da oltre cinquant’anni a questa parte, sulla scia delle evidenti difficoltà che la ripresa economica locale e internazionale sta attraversando, e sulle ombre del timore della recessione mondiale.

Tasso medio mutui Usa 30 anni

Il tasso di interesse applicato in media ai mutui a tasso fisso con scadenza a 30 anni è infatti precipitato rapidamente al 4,15% rispetto al 4,32% della scorsa settimana; in fase di declino molto rapido anche i tassi di interesse che sono applicati alle scadenze inferiori, con quelli a 15 anni che nell’arco di una sola settimana sono passati dai precedenti 3,5 punti percentuali all’attuale livello di 3,36 punti percentuali. Rimane ora da capire, ancora una volta, in che modo il basso livello dell’indebitamento per le operazioni di acquisto casa e di rifinanziamento potrà solleticare il desiderio di ripresa di una domanda immobiliare oramai tradizionalmente molto debole, penalizzata dalle condizioni del mercato del lavoro scarsamente incisive per poter supportare il rilancio del real estate del Nord America.

Vendita case Usa

I dati pubblicati pochi giorni fa dalla National Association of Realtors d’altronde indicano in maniera piuttosto chiara come gli americani stiano comprando sempre meno case (nuove e, soprattutto usate), e come particolarmente elevato sia il numero di contratti preliminari di vendita stralciati a breve distanza dalla loro formalizzazione in operazioni di acquisto, a causa principale delle ristrettezze creditizie operate dalle banche locali, che impediscono agli acquirenti delle prime case di poter concludere le transazioni desiderate. In merito, la NAR ha ricordato come nel mese di luglio gli acquisti di case sul mercato secondario Usa siano diminuiti ulteriormente di 3,5 punti percentuali, per un volume su base annua pari a 4,67 milioni di unità (il livello minimo da novembre 2010), e come le prospettive per il futuro siano tutt’altro che rosee.

Crollo mutui Usa

L’impressione è insomma che nemmeno il crollo dei tassi al di sotto del livello storico record possa aiutare la domanda di nuovi mutui per acquisto casa a riprendere quota. Di conseguenza, con la scarsa domanda che alimenterà il mercato immobiliare, i prezzi delle case rischiano di calare ulteriormente, indebolendo le già precarie condizioni del locale real estate. L’unico segmento a beneficiare di tale situazione, come diverse volte abbiamo avuto modo di documentare, è quello dei rifinanziamenti. La Mortgage Bankers Association ricorda come le domande di mutuo in sostituzione di altri mutui (evidentemente contratti a condizioni di onerosità peggiori rispetto alle attuali) siano cresciute di 8 punti percentuali in una settimana; è invece inferiore a 9 punti percentuali la diminuzione dei mutui per acquisto nello stesso periodo.

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Argomenti: Mutui e Prestiti

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