Tassi mutui Usa: ancora in flessione, ma domande mutui restano basse

Il mercato immobiliare usa non decolla stretto tra disoccupazione e stretta creditizia delle banche

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

Mutui Usa tasso medio in flessione – Dopo qualche settimana di giustificato silenzio (nel comparto, in fondo, nessuna novità di rilievo rispetto alle negatività consolidate) torniamo ad occuparci dei mutui statunitensi. Un recentissimo report pubblicato, come ogni settimana, dalla Freddie Mac, segnala infatti come il tasso medio applicato dagli istituti di credito statunitensi sia ancora in flessione, rendendo sempre più conveniente la conclusione di un’operazione di acquisto casa, o di rifinanziamento di un mutuo in corso di ammortamento, attraverso l’erogazione di un nuovo mutuo ipotecario. A parlar di cifre, segnaliamo come Freddie Mac abbia rilevato una contrazione del tasso di interesse medio sui mutui a tasso fisso con durata di 30 anni, pari ora al 4,01% nella settimana conclusasi il 29 settembre, contro il precedente 4,09%. A diminuire sono anche i mutui con scadenze più ravvicinate: i finanziamenti a 15 portano infatti il costo del denaro a quota 3,28%, contro il 3,29% della settimana precedente.

Mercato immobiliare Usa 2011

Ma quali le ragioni di questa flessione, e quali i riflessi sul mercato immobiliare? Cominciamo con l’affermare che questa nuova contrazione dei tassi era, almeno nel brevissimo termine, attesa dagli analisti. È d’altronde noto come la Federal Reserve abbia affermato di voler lanciare un nuovo piano di riduzione del costo dei finanziamenti, fino a quando la situazione non si sarà ristabilita. Per rispondere alla seconda domanda, occorre un rapido approfondimento nel comparto immobiliare. I preliminari di vendita, le compravendite e le attività cantieristiche faticano infatti a riprendere quota, significando che, in fondo, il costo del denaro non è la determinante in grado di far scatenare la molla dell’inversione di tendenza nel mercato real estate. Come sottolineato da JP Morgan Chase, il costo dei finanziamenti, giunto ai minimi storici, “offre solo un supporto marginale”. A pesare maggiormente sono invece le ristrettezze creditizie da parte degli istituti di credito americani – ancora molto timidi nel concedere mutui senza garanzie elevate, e con loan to value abbondanti, la crisi del mercato del lavoro (con un tasso di disoccupazione sopra il 9%) e i prezzi delle case in calo (trascinati al ribasso dal preponderante volume di pignoramenti), che mancano di infondere fiducia al mercato. Cosa accadrà dunque negli ultimi mesi del 2011? La risposta è: probabilmente nulla. Il mercato sembra essere ben lungi da una stabilizzazione. È invece maggiormente plausibile che si possa arrivare a un rallentamento del declino delle principali fondamentali, per raggiungere poi il fondo nel 2012.

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Argomenti: Mutui e Prestiti