Risarcimenti mutui limitati sui tassi minimi: le banche hanno ragione per la UE

Tassi minimi sui mutui non legali, ma ugualmente non del tutto risarcibili ai clienti delle banche. Vediamo cosa sostiene la sentenza europea.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Tassi minimi sui mutui non legali, ma ugualmente non del tutto risarcibili ai clienti delle banche. Vediamo cosa sostiene la sentenza europea.

Il calo dei tassi di mercato ha compresso i margini delle banche a livelli spesso poco sostenibili per gli stessi, tanto che negli ultimi anni si sono tutelati con l’inserimento dei cosiddetti tassi “floor”, ovvero ponendo un limite alla discesa del saggio per il calcolo degli interessi da applicare ai mutui.

Spieghiamoci meglio: i mutui a tasso variabile risentono dell’andamento dei tassi Euribor su varie scadenze (da 1 a 12 mesi). Essi sono determinati dall’applicazione su questi tassi di uno spread, ovvero di un margine. Il tasso finale, quindi, varia di periodo in periodo sulla base delle variazioni dell’Euribor, che negli ultimi tempi risulta negativo, tanto che il tasso applicato ai mutui è sceso al di sotto dello spread.

Tassi mutui, UE da ragione a banche

Proprio per evitare una riduzione eccessiva dei margini, tre grandi banche spagnole – BBVA, Cajamar e Novacaixagalicia – avevano introdotto tra le varie clausole una limitazione alla discesa del tasso finale, “pavimentandolo”, in modo che eventuali cali dell’Euribor al di sotto di una certa soglia non potessero più influire negativamente sui loro conti.

La Corte Suprema spagnola aveva giudicato illegittima la clausola dei tassi “floor” nel 2013 e successivamente la Commissione europea aveva imposto alle banche di risarcire i clienti per gli interessi indebitamente pagati e non dovuti, sulla base della sentenza degli stessi giudici di Madrid.

 

 

 

Caso spagnolo

Le banche spagnole hanno fatto ricorso alla Corte di Giustizia UE, la quale al termine della settimana scorsa ha dato loro parzialmente ragione, disponendo che il risarcimento degli interessi indebitamente pagati sia relativo solo al periodo successivo all’emanazione della sentenza del 2013.

La decisione dei giudici europei non è vincolante, ma di fatto segna un precedente. Le banche europee, comprese quelle italiane, potrebbero essere chiamate in futuro a risarcire i clienti solo per gli eventuali danni loro arrecati successivamente all’emanazione di una sentenza del giudice nazionale, che riconosca l’illegittimità di simili clausole.

Una vittoria delle banche, quindi, che potranno con maggiore serenità fissare clausole potenzialmente vessatorie, senza essere chiamati eventualmente a risarcire i clienti per intero, ma solo per i danni provocati successivamente a una sentenza di condanna.

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Mutui e Prestiti, News Risparmio, Tutela consumatori, Mutuo a tasso variabile, Rate mutuo

I commenti sono chiusi.