Speciale Mutui USA: tassi ancora in discesa, ma aumentano le morosità

Riprende a crescere il ritmo delle morosità sui mutui concessi dalle banche americane. I tassi continuano a scendere ma per una ripresa del mercato immobiliare USA serve una disoccupazione in calo.

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

La Mortgage Bankers Association, associazione di riferimento per il settore, rivela in un suo recente studio che nel corso del primo trimestre del 2011 sarebbe aumentato lievemente il numero delle famiglie statunitensi in difficoltà con il pagamento delle rate dei piani di ammortamento dei mutui casa, con il conseguente accrescimento delle morosità dei clienti bancari del Paese nordamericano. In particolare, la Mortgage Bankers Association sostiene che nel corso del primo trimestre del nuovo anno i mutuatari con un ritardo dei pagamenti compreso tra i 30 e i 90 giorni sarebbero saliti all’8,32% del totale, contro l’8,25% che l’associazione riscontrò nel corso del quarto trimestre dello scorso anno. Il confronto su base annua sembra invece essere incoraggiante, visto e considerato che nel corso del primo trimestre del 2011 l’andamento dei morosi era stato davvero impietoso, arrivando a toccare quota 10,06% del totale. Il dato relativo ai morosi non tiene inoltre in considerazione quelle che sono le procedure più “avanzate” rispetto alla semplice richiesta da parte delle banche di ripagare le scadenze non onorate. Il nostro riferimento è principalmente al volume dei pignoramenti, che nel corso del primo trimestre del 2011 sono stati pari al 4,52% del totale dei mutui originari, contro il 4,64% conseguito nello stesso periodo del trimestre precedente. Ancora, la Mortgage Bankers Association rende nota la ripartizione su base territoriale dell’elemento di cui sopra, evidenziando come i maggiori tassi di morosità si trovino nel Mississipi, che sfiora il 12%. Brutte notizie, come era lecito attendersi, per la Florida: nello Stato del Sud, infatti, il volume dei pignoramenti corre ben al di sopra dei 14 punti percentuali. È probabile che il trend dei pignoramenti possa proseguire anche nel corso dei prossimi trimestri, dopo un rallentamento “tecnico” (dovuto a un freno del ritmo delle procedure) avvenuto nei primi mesi dell’anno.

I tassi sui mutui USA continuano a scendere

Qualche giorno fa avevamo parlato dell’andamento negli USA dei tassi di interesse applicati mediamente dalle banche statunitensi sulle operazioni di finanziamento immobiliare . Avevamo riscontrato una flessione piuttosto corposa dei tassi fissi, chiaro segnale di come le previsioni sul futuro del mercato immobiliare (e non solo) non siano particolarmente brillanti in terra nordamericana. Ebbene, Freddie Mac conferma le aspettative della scorsa settimana, e i dati consuntivi di seguito indicati, sostenendo che nella settimana terminata il 19 maggio i tassi di interesse applicati mediamente ai finanziamenti immobiliari statunitensi sarebbero diminuiti ancora. Più nel dettaglio, la società riporta che il tasso di interesse medio applicato a un mutuo a tasso fisso a 30 anni sarebbe calato al 4,61%, contro il 4,63% della settimana precedente, che avevamo commentato nel nostro precedente articolo sull’andamento dei tassi sui mutui americani. Contemporaneamente, sono stati portati in ulteriore flessione anche i tassi di interesse applicati sui mutui con scadenze inferiori: quelli a 15 anni, ad esempio, hanno subito una contrazione dal 3,82% al 3,80%, prolungando il trend decrescente già acquisito nelle settimane precedenti.

Il calo degli interessi non basta, da solo, a far ripartire le vendite delle case

Dubbi vi sono sull’effettiva possibilità di conforto di tali elementi consolidati verso il mercato immobiliare americano. Ciò che è certo è infatti che i tassi di interesse così al di sotto della soglia dei 5 punti percentuali porteranno in certo rialzo le operazioni di rifinanziamento, rendendo ancora convenienti le operazioni di sostituzione di precedenti mutui (anche se, occorre precisare, il grosso del fenomeno sembra oramai scemato). Difficile invece che il solo fattore tassi possa portare giovamento al settore degli acquisti delle prime case e, in particolare, del segmento delle nuove proprietà immobiliari abitative. È infatti più probabile che questo settore possa essere trainato al rialzo dal miglioramento delle condizioni del mercato occupazionale, che risulta però ancora contraddistinto da un tasso di disoccupazione superiore ai 9 punti percentuali, e non si prevedono sostanziali miglioramenti nelle settimane a venire.

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Argomenti: Mutui e Prestiti

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