Smishing, nuova truffa via sms a danno di Poste Italiane

Ecco come proteggersi dallo Smishing, la nuova truffa via sms a danno di Poste Italiane nonché le info sul vishing e sul pishing.

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Ecco come proteggersi dallo Smishing, la nuova truffa via sms a danno di Poste Italiane nonché le info sul vishing e sul pishing.

Poste Italiane sulla sua pagina web comunica agli utenti che in corso vi è una nuova truffa. Trattasi dello smishing ovvero di un link malevolo che viene inviato mediante sms da un numero che sembrerebbe giungere da un mittente ufficiale. Ecco cosa fare, come proteggersi e le info sul vishing e sul phishing.

Lo smighing, la nuova truffa che corre via sms

Poste Italiane comunica che qualora dovesse giungere un messaggio sul cellulare da PosteInfo si dovrà attivare un campanello d’allarme. Solitamente il messaggio recita il seguente testo “Gentile cliente, ci sono problemi con il tuo conto, e accedi a …….o chiamaci al numero +44….“. Cosa si dovrà fare quindi? Ebbene, controllare se il numero proviene davvero da Poste Italiane. Anche se come mittente compare la scritta “PosteInfo” non è certo che il messaggio sia stato inviato dalle Poste. Il vostro numero, infatti, potrebbe essere stato trovato dagli hacker sui social o su internet.

Poste comunica che i truffatori inviano un sms modificando il mittente “PosteInfo” ed immettendo un link nel testo. Quest’ultimo non è nient’altro che un link di un sito clone creato da tali personaggi senza scrupoli quasi identico a quello di Poste Italiane. Il problema è che potrebbe anche essere richiesta una password nonché i codici conto ed Otp. Tutto ciò che verrà comunicato dall’ignaro utente, di conseguenza, sarà usato dagli hacker per rubare il denaro del malcapitato. Attenzione: gli hacker potrebbero anche fingersi del call center e chiamare il vostro numero di telefono.

Come difendersi? I suggerimenti di Poste Italiane

In primis per difedersi dagli attacchi degli hacker, Poste Italiane invita tutti a non pubblicare mai il proprio numero di telefono sui social e di prestare la massima attenzione al link contenuto nel messaggio che si riceve via sms.

Per accedere al sito di Poste Italiane, infatti, il consiglio sarà quello di digitare nel browser (e quindi a mano) l’indirizzo senza cliccare sul link oppure utilizzare le app BancoPosta e Postepay.

Inoltre, si dovrà tenere sempre a mente che Poste Italiane S.P.A e Postepay S.P.A non chiederanno mai codici o password per cui si dovranno sempre cestinare messaggi che chiederanno invece tali delicate informazioni. Qualora si abbia qualche dubbio, poi, si potrà chiamare il call center delle Poste al numero 800.00.33.22 chiedendo delucidazioni in merito al proprio problema.

Le altre truffe: il pishing ed il vishing

Le altre truffe a danno di Poste Italiane sono il phishing ed il visghing. La prima è un tentativo da parte degli hacker di carpire informazioni utili sulle carte di pagamento o codici di accesso mediante l’invio di false e-mail con contenuto minaccioso o accattivante. Tale e-mail potrebbero invitare il malcapitato a cliccare su di un link che lo porterebbe su di un sito falso ma molto simile ad uno ufficiale come ad esempio quello di Poste Italiane. Una volta giunti su tale sito falso verranno quindi chieste delle informazioni riservate come la password, il nome utente, quello di cellulare, gli estremi della carta ed anche (in alcuni casi) i codici OTP. Attenzione tali e-mail potrebbero contenere informazioni vere e specifiche raccolte ad esempio sui social per cui il suggerimento sarà quello di cestinarle subito.

Il vishing, infine, è una truffa che avviene mediante una chiamata telefonica in cui il truffatore si finge un operatore call center con la scusa di aiutare il cliente a risolvere delle spinose questioni. Vengono chiesti quindi il nome utente, la password per accedere ovviamente alla home banking, gli estremi della carta ed i codici OTP che si ricevono via messaggio. Mai dare tali informazioni.

Attenzione: Poste Italiane e PostePay non chiederanno mai: telefonicamente, mediante mail, tramite SMS o messaggi sui social di fornire dati riservati come la password, gli estremi delle carte, i codici OTP, PIN, le credenziali, le password all’home banking o altri codici sensibili.

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