Divieto short selling su titoli bancari, la richiesta dei consumatori

Banche italiane affondano in borsa, le associazioni dei consumatori chiedono il divieto di vendita allo scoperto o "short selling".

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Banche italiane affondano in borsa, le associazioni dei consumatori chiedono il divieto di vendita allo scoperto o

I titoli bancari in Italia sono oggetto di massicce vendite già da mesi, ma con l’esito del referendum sulla Brexit siamo alla caduta libera. Con la seduta di ieri, hanno perso a Piazza Affari oltre il 55% del loro valore di capitalizzazione a inizio anno, percentuali davvero da incubo, tanto da avere spinto Adusbef e Federconsumatori ad emettere un comunicato, nel quale si chiede al Ministero dell’Economia e alla Consob di vietare la vendita allo scoperto (“short selling”) delle azioni delle nostre bancarie, specie se “naked” o “nuda”.

Che cosa significa? Per capire cosa sia lo “short selling” o anche “vendita allo scoperto”, leggi qui: https://www.investireoggi.it/economia/short-selling-cose-e-rischi-e-opportunita-di-una-strategia-ribassista/.

Nei giorni precedenti al referendum sulla Brexit, dopo che era avvenuto il terribile omicidio della deputata laburista inglese contraria all’uscita del Regno Unito dalla UE, si erano registrati grossi volumi di acquisto sulle banche, nella convinzione che le urne avrebbero bocciato il divorzio tra Londra e Bruxelles, esattamente il contrario di quanto, invece, è accaduto giovedì scorso.

Azioni banche oggetto di speculazione

Da allora si sono scatenate le vendite su tutto il comparto azionario europeo, ma in particolare a Piazza Affari e contro le nostre banche. Ciò potrebbe essere dovuto, oltre al semplice panico da fuga verso assets più sicuri, anche per la spinta speculativa di fondi stranieri, che starebbero scommettendo sul collasso in borsa dei nostri istituti.

Come avviene questa scommessa? Vendo senza possederli i titoli delle banche italiane, nella speranza che i loro corsi si abbassino più di quanto non abbiano fatto sino ad oggi. Come faccio a venderli, se non li posseggo? O me li fanno prestare da brokers, in genere, le banche, oppure li vendo dietro la promessa all’acquirente di consegnarglieli entro una certa data. Se la scommessa sarà stata vinta, il venditore allo scoperto, ovvero titolare di una posizione corta o ribassista, avrà venduto, ad esempio, a 100 un titolo che sarà successivamente acquistato sul mercato (al fine di consegnarlo al broker o all’acquirente stesso) a 70, realizzando laute plusvalenze.

 

 

 

Le richieste dei consumatori

Questo meccanismo è perfettamente legale, tranne che per i titoli di stato, che in seguito a una direttiva europea degli anni scorsi, non possono essere oggetto di vendite allo scoperto. Adusbef e Federconsumatori chiedono che anche in relazione ai titoli bancari italiani siano bloccate temporaneamente, che i trasgressori del divieto rischino sanzioni fino ai 5 milioni di euro e che gli investitori “corti” si coprano subito. Quest’ultima imposizione spingerebbe agli acquisti di azioni bancarie, quindi, alla risalita immediata dei loro corsi.

Stando al regolamento della Consob, è più probabile, però, che il divieto di “short selling” venga imposto titolo per titolo e non secondo un’indicazione generale, che potrebbe anche sortire l’effetto di scatenare il panico tra gli azionisti, segnalando una sorta di attacco finanziario contro le nostre banche.

 

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Argomenti: Investimento, News Risparmio, Investimenti