Scacco matto a Banca Apulia: dovrà risarcire il danno per vendita azioni Veneto Banca

Dal Tribunale di Brindisi arriva una nuova sentenza che condanna di Banca Apulia a risarcire il danno per la vendita di azioni Veneto Banca.

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Il Tribunale di Brindisi con sentenza numero 650/2020 pubblicata il 26 maggio 2020 ha dichiarato non soltanto la risoluzione dei contratti di acquisto dei titoli Veneto Banca ma ha anche condannato Banca Apulia (che poi è stata incorporata per fusione ad Intesa Sanpaolo) a risarcire a favore dei risparmiatori 81.649,75 euro oltre gli interessi. Ma vediamo cosa è accaduto.

Una sentenza storica quella del Tribunale di Brindisi

Il Tribunale di Brindisi, nella persona del Giudice dottoressa Roberta Marra, ha emanato una sentenza storica nell’annoso contenzioso riguardante la vendita delle azioni della Veneto Banca e l’avvocato Emilio Graziuso, Responsabile del Coordinamento Nazionale “Dalla Parte del Consumatore“, crede che essa sarà destinata a fare giurisprudenza. Per l’avvocato costituirà inoltre un precedente per tutti quei risparmiatori coinvolti nella vicenda della Veneto Banca. L

a sentenza, nonostante sia stata impugnata da Banca Intesa Sanpaolo, ha permesso comunque al risparmiatore di riottenere le somme investite più gli interessi.

La vicenda delle azioni Veneto Banca

Tutto accadde tra il 10 giugno 2010 ed il 30 giugno 2013 quando un risparmiatore acquistò presso quella che all’epoca era Banca Apulia (di cui era cliente) delle azioni della Veneto Banca. Gli era stato detto che erano titoli sicuri e che non vi era alcun rischio di perdita della somma investita. Più tardi, però, quando le vicende della Veneto Banca furono diramate in tutti i Tg, il risparmiatore si rese conto che il suo investimento in realtà era pericoloso e rischioso. Si rese conto infine che il valore delle sue azioni era pressoché azzerato.  Vi furono numerosi tentativi di giungere ad un componimento bonario della controversia e solo nel 2017, il risparmiatore, assistito dall’avvocato Emilio Graziuso ha promosso il processo conclusosi vittoriosamente.

La sentenza del Tribunale di Brindisi

Il Tribunale di Brindisi  con la sentenza su indicata ha riconosciuto che la Banca intermediaria ha violato la normativa di settore e non solo. Anche gli obblighi di informare il cliente che quel prodotto che stava per acquistare aveva dei rischi. Per questo il Tribunale ha condannato la banca a risarcire il danno di 81.649,75 euro oltre gli interessi per responsabilità da contatto sociale.

Risparmio tradito: cosa ci si aspetta ora

Per l’Associazione “Dalla Parte del Consumatore“, impegnata da quasi vent’anni nella tutela di quei risparmiatori coinvolti nelle vicende del risparmio tradito come lo scandalo di quella che allora era la Banca 121, della vendita di titoli Cirio, Parmalat, etc,  questa sentenza è motivo di grande soddisfazione. L’avvocato Emilio Graziuso spera che le frequenti vittorie che si stanno ottenendo in quest’ambito in tutta Italia possano portare ad una riforma della normativa di settore con la quale venga posta al centro la tutela del risparmiatore affinché le vicende economiche come quelle comunicate non si trasformino in drammi personali e familiari.

L’avvocato ha infine affermato che anche prima della sentenza del Tribunale di Brindisi l’associazione aveva ottenuto delle vittorie davanti all’Acf. Quelle successive alla pronunzia giudiziale, però, hanno un valore diverso i quanto le posizioni assunte da esso sono avvalorate in maggior misura dalla giurisprudenza.

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