Saldi estivi 2016: né flop, né boom alla partenza: come evitare le fregature

Saldi estivi 2016: partenza a rilento, ma non possiamo parlare di vero flop. Qualche suggerimento contro le fregature.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Saldi estivi 2016: partenza a rilento, ma non possiamo parlare di vero flop. Qualche suggerimento contro le fregature.

Sono partiti in sordina i saldi estivi 2016, iniziati in un’unica data in tutta Italia, sabato 2 luglio scorso, ad eccezione della Sicilia, che ha anticipato la stagione delle vendite a prezzi scontati al giorno prima. Le file davanti ai negozi non ci sono state quasi da nessuna parte. Sarà che i consumi non siano ripartiti, sarà anche che il caldo dello scorso fine settimana avrà spinto milioni di italiani ad andare al mare, anziché a sudare all’interno dei negozi e dei camerini, ma non si può nemmeno parlare di flop.

Già, la partenza dei saldi estivi sarebbe stata, stando a un’indagine condotta da Confcommercio, sostanzialmente in linea con quella dell’anno scorso. Alla vigilia, l’associazione dei commercianti aveva stimato in 220-230 euro a famiglia la spesa complessiva attesa per il primo weekend, pari a un volume d’affari di 3,6 miliardi. Vedremo solo nelle prossime settimane se le cifre saranno state confermate.

Vendite stabili, occhio a truffe saldi

Dal monitoraggio risulterebbe che i pochi commercianti ad avere registrato una crescita delle vendite, segnerebbero non più di un 5% di aumento su base annua, mentre chi ha accusato i cali, è arrivato a vendere anche il 20% in meno. E sempre stando alle primissime indicazioni è emerso che di flop vero e proprio si potrebbe parlare ad Arezzo. Nel capoluogo toscano si è registrata una spesa media di appena 100 euro, meno della metà di quella attesa su base nazionale.

I consigli per evitare le truffe restano sempre gli stessi, ma è bene rispolverarli: siate prudenti sugli sconti stellari, quelli che arrivano al 70-80%; se qualche giorno prima avete avuto modo di consultare i prezzi, fareste bene a verificare che il commerciante non abbia fatto il furbo, di fatto gonfiando sul cartellino quello originario, in modo da far credere che il saldo sia conveniente.

 

 

 

Occhi a scarti magazzino

I vestiti in saldo possono essere provati, non importa cosa dica il negoziante. Inoltre, resta valida la disciplina sul diritto alla restituzione della merce entro 7-8 giorni dall’acquisto. Se il rivenditore ve lo nega, potete segnalarlo alla Guardia di Finanza. E nel caso di restituzione, potete pretendere che vi sia rimborsato l’intero prezzo, non semplicemente che vi venga consegnato un buono spesa.

Infine, attenzione all’invenduto degli anni passati, che molti negozi tengono in magazzino per cercare di piazzarlo in periodi di saldi. Se la merce è ugualmente di vostro gradimento, nessun problema, ma se siete certi che trattasi di stagioni passate, potreste contrattare certamente prezzi persino più bassi di quelli indicati sul cartellino.

 

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Argomenti: News Risparmio, Promozioni e Offerte, Tutela consumatori, Risparmiare, Saldi, Truffe