Sacchetti biodegradabili si potranno portare da casa, ma chi controllerà e quanto si risparmierà?

Ora che i sacchetti bio si potranno portare direttamente da casa come comunicato dal Consiglio di Stato, ci si chiede: chi controllerà che siano a norma di legge e quanto si risparmierà?

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Ora che i sacchetti bio si potranno portare direttamente da casa come comunicato dal Consiglio di Stato, ci si chiede: chi controllerà che siano a norma di legge e quanto si risparmierà?

Dopo il clamore di inizio 2018 per l’introduzione dei nuovi sacchetti compostabili nel reparto ortofrutta a pagamento, la scorsa settimana il Consiglio di Stato ha comunicato che i consumatori potranno portare da casa buste per frutta e verdura. Ma chi controllerà che essi siano a norma e quanto si risparmierà?

Sacchetti biodegradabili si potranno portare da casa

A gennaio 2018 entrò in vigore la normativa sui sacchetti biodegradabili per frutta e verdura che scatenò moltissime polemiche. L’obiettivo era quello di ridurre l’impatto della plastica sull’ambiente ma ancora una volta a pagarne le spese furono i cittadini (per essi il costo stimato annuale per famiglia era tra i 4 e i 12 euro). Ora dal Consiglio di Stato arriva il via libera a portare da casa i sacchetti bio. Ma chi controllerà se essi sono idonei? Ebbene, in merito a tale questione, Daniele Mariani ovvero il presidente di FIESA Confersecenti di Modena e di Assofrutterie ha comunicato che, molto probabilmente, a stabilire quali contenitori sono adatti a fare la spesa spetterà ai commercianti. Nelle prossime settimane, poi, arriverà (con tutta probabilità) un regolamento da parte del Ministero della Salute.

Sacchetti bio, quanto si risparmierà?

Ebbene, come vi abbiamo già comunicato, il costo annuale stimato per ogni famiglia a seguito dell’introduzione dei sacchetti bio a pagamento oscillava tra i 4 ed i 12 euro. Una cifra davvero irrisoria se si calcola gli altri rincari del 2018. Ricordiamo quelli dei pedaggi autostradali, delle assicurazioni, della Tari, delle tariffe professionali, dei conti correnti bancari, dei trasporti, dei ticket sanitari ed altri. Ci si chiede: perché le polemiche maggiori ci sono state solo per l’introduzione della tassa sui sacchetti e non per i nuovi salassi che attenderanno quest’anno gli italiani? Secondo i dati più recenti dell’Istat, inoltre, 1 italiano su 3 non solo è a rischio povertà ma anche a rischio di esclusione sociale. Rispetto al 2015 la percentuale è infatti cresciuta dal 28,7 al 30%. Se il Governo non farà davvero qualcosa di concreto per arginare il fenomeno, la situazione diventerà ancora più nera.

I consigli di Coldiretti

In merito alla questione legata ai sacchetti bio, a seguito della decisione del Consiglio di Stato, la Coldiretti ha invitato i consumatori a “concentrarsi più sui contenuti che sul contenitore”. La stessa ha consigliato, per sostenere l’economia e l’occupazione nazionale ma anche per avere maggiore freschezza e sicurezza, di verificare l’origine dei prodotti acquistati e privilegiare quelli a chilometro zero ed italiani. La Coldiretti ha infatti spiegato che l’Italia è al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il 99,4% di prodotti che sono risultati regolari per residui chimici, secondo il rapporto stilato dal Ministero della Salute.

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Argomenti: Per la casa, Risparmiare