Ryanair, bagagli e neonati a bordo: finisce l’era low cost, più economico viaggiare con Alitalia e Easyjet

Le strategie di mercato della Ryanair con costi aggiuntivi sempre più alti per bagagli e neonati e con licenziamenti: mai conti non tornano, più economico viaggiare con Alitalia e Easyjet.

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Le strategie di mercato della Ryanair con costi aggiuntivi sempre più alti per bagagli e neonati e con licenziamenti: mai conti non tornano, più economico viaggiare con Alitalia e Easyjet.

La Ryanair, la compagnia aerea che ha lanciato il modello low cost, è in costante crescita, eppure non ha quasi più nulla della convenienza di un tempo: un interessante articolo di Business Insider Italia ha dimostrato come, in determinate circostanze (ad esempio con un bagaglio da stiva), possa essere più economico viaggiare con altre low cost, come Easyjet, o addirittura con Alitalia. Ma per quale motivo? Si tratta dei costi accessori, sempre più elevati e inspiegabili: ad esempio, il volo da Bergamo per Londra dell’8 novembre costa 19,99 euro a tratta, ma se si porta un neonato entro i due anni, il costo aggiuntivo è di 25 euro a tratta – si tratta, però, di un costo aggiuntivo e non di una vera tariffa, per cui l’azienda irlandese può vantare i prezzi più bassi.

Ma analizziamo con attenzione la situazione.

Come guadagna Ryanair? I costi aggiuntivi creano grande confusione

Federconsumatori continua la sua battaglia contro Ryanair: i costi aggiuntivi, dal bagaglio in stiva fino alla prenotazione dei posti passando per i bebè, generano grande confusione nel consumatore, che, in questo modo, non può comparare davvero le tariffe (se non in maniera molto complicata) con altri vettori, in barba a ogni legge sulla trasparenza e la completezza delle informazioni. Ma vediamo i dati sui profitti di Ryanair: circa il 35% dei guadagni dell’azienda derivano proprio dai costi accessori (bagagli, posto, bebè, etc.), così la compagnia ha potuto abbassare il prezzo dei voli del 6%, quando in realtà risultano essere cresciuti, mediante una politica di aumenti sui costi aggiuntivi che si è attestato addirittura sul 27%. Semplificando al massimo: le tariffe sulle tratte sono diminuite del 6%, i costi aggiuntivi sono cresciuti del 27%. A voi i calcoli.

Tornando all’esempio del volo da Bergamo a Londra dell’8 novembre, con Ryanair è più economico se si viaggia con uno zainetto: già se si volesse portare un bagaglio a mano si spenderebbe meno con Easyjet, ma anche con compagnie di bandiera come British Airways e Alitalia.

La politica aziendale della Ryanair

Lo sciopero dei piloti (dovuto a condizioni di lavoro davvero proibitive) che nel 2018 ha messo in ginocchio la compagnia con un numero elevatissimo di voli cancellati ha portato a una rinegoziazione dei contratti che a sua volta ha portato a una spesa maggiorata del 21% su questa voce di bilancio. L’aumento dei costi per il lavoro e la necessità di mantenere quanto più alti è possibile i profitti e i dividendi ha condotto da un lato a un aumento dei costi accessori (dunque, invece della diminuzione parziale e ridotta dei profitti, che sarebbero rimasti comunque altissimi, i costi sono di fatto ricaduti sui consumatori) e dall’altro a una politica di esuberi e licenziamenti, che potrebbe portare alla fine del rapporto di lavoro per circa 1500 dipendenti.

Insomma, nonostante i passeggeri della Ryanair siano aumentati dell’11% nel primo trimestre 2019, i costi sembrerebbero dover ancora aumentare, così come la politica di licenziamenti.

Leggete anche: Bagaglio a mano: le nuove regole di Ryanair, EasyJet e Volotea.

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