Rivoluzione Bancomat in arrivo: potrebbero cambiare i costi dei prelievi

Come funzione l'attuale modello di remunerazione per i prelievi e cosa potrebbe cambiare con la proposta lanciata da Bancomat.

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Come funzione l'attuale modello di remunerazione per i prelievi e cosa potrebbe cambiare con la proposta lanciata da Bancomat.

Bancomat Spa ha presentato un po’ di tempo fa una proposta per modificare la remunerazione del servizio di prelievo. Nella revisione si chiedeva che fosse proprio il proprietario dell’Atm a fissare i costi a coloro che non erano clienti. Il termine per l’istanza di audizione all’Antitrust, intanto, è scaduto lo scorso 13 gennaio. Quindi, quali sono le notizie al momento?

L’attuale modello di remunerazione per i prelievi

Come comunica Ilsole24ore.it al momento quando si effettua un prelievo la banca che emette la carta detta “banca issuer” paga a quella proprietaria dell’Atm detta “banca acquirer” una commissione interbancaria di 50 centesimi (ad oggi il costo è sceso a 0,49 euro). È poi la banca issuer ad applicare, se lo decide, una commissione al cliente quando preleva. Al momento sono tante le banche, soprattutto quelle online, che non fanno pagare nulla garantendo così ai clienti la massima libertà di ritirare denaro laddove meglio credono.

Cosa potrebbe succedere: ci sarà un aumento per i prelievi?

Qualora la proposta dovesse passare non ci sarà più alcuna commissione interbancaria in quanto ogni banca proprietaria dell’Atm deciderà autonomamente il costo da applicare per i clienti delle altre banche. La commissione sarà nota a chi preleva soltanto all’atto dell’operazione. In piccoli comuni che hanno solo uno sportello bancario, quindi, non ci sarà alcun tipo di scelta.

Chi è d’accordo e chi non è d’accordo alla nuova proposta di remunerazione Atm

Ilsole24ore.it comunica che però non tutte le banche socie di Bancomat Spa sono d’accordo a tale rivoluzione. Essa viene infatti caldeggiata soprattutto dalle grandi banche azioniste e la motivazione principale è l’insufficiente commissione interbancaria per la quale non si riescono a coprire i costi di gestione e aggiornamento degli impianti Atm.

Inoltre le stesse comunicano che già oggi il prezzo applicato ai consumatori si aggira intorno ai 2 euro per cui il nuovo sarebbe più o meno equivalente.

Non vogliono invece il nuovo sistema sia i consumatori ma anche le banche che operano online e le medio e piccole imprese che hanno pochi sportelli Atm. Credono infatti, che questo sia un tentativo da parte delle grandi Banche di trasferire sui non clienti una parte dei costi sostenuti per maggiori servizi aggiunti ai propri clienti come ad esempio le movimentazioni.

 

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