Risparmio consapevole nella giungla dei mercati, 3 mosse per non farsi fregare

Risparmiatori senza bussola: ecco tre semplici mosse per cercare di tutelare il proprio denaro.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Risparmiatori senza bussola: ecco tre semplici mosse per cercare di tutelare il proprio denaro.

Spread BTp-Bund ai livelli più alti di quest’anno, rendimenti decennali tedeschi negativi, quelli obbligazionari intorno ai minimi di sempre e prezzo dell’oro a quota 1.300 dollari l’oncia. Cosa sta succedendo? E, soprattutto, conviene ancora risparmiare?

La risposta a quest’ultima domanda è tutt’altro che facile. Parcheggiare liquidità in banca, su un conto corrente o un conto deposito, non ha senso, se l’obiettivo è di ricavare un rendimento minimo accettabile, visto che i tassi offerti rasentano lo zero percento. Ma dove spostare i propri soldi?

Alla larga dai rendimenti negativi

Un tempo, i titoli di stato erano il nostro porto sicuro e persino redditizio. Da anni non è più così, ma negli ultimi tempi è diventato, addirittura, rischioso puntarci il nostro denaro, perché i rendimenti negativi vigenti al momento fino alla scadenza dei 3 anni per i bond italiani implicano una perdita certa in sede di rimborso, tranne che non si abbia la fortuna di poterli rivendere prima a prezzi ancora più alti.

Vi presentiamo di seguito poche mosse per cercare quanto meno di non restare fregati dalla volatilità dei mercati finanziari di questa fase. Per prima cosa, evitate senza se e senza ma i rendimenti negativi. Vero è che i grossi finanzieri si sono buttati ugualmente a capofitto in questi titoli, nella speranza che i rendimenti scendano ulteriormente (e i prezzi salgano), ma lasciate stare queste operazioni speculative agli “squali”. Chi ha pochi quattrini si attenga al protocollo del piccolo risparmiatore e investa solo ed esclusivamente in bond con rendimenti sopra lo zero, specie se con scadenze medio-lunghe.

 

 

 

Niente obbligazioni spazzatura e comprate un po’ d’oro

Il secondo consiglio è di non farsi allettare dal segmento dei corporate bond “junk” o “spazzatura”. Vi risulta che qualcosa che sia definito “spazzatura” comporti conseguenze positive? Intendiamoci, oggi come oggi, verificare che un’obbligazione con rating basso offre nell’Eurozona mediamente il 4%, quando i titoli privati più sicuri rendono in media meno dell’1%, è allettante. Tuttavia, addossarsi maggiori rischi non è consigliato ai piccoli risparmiatori. Dunque, accontentatevi delle obbligazioni “investment grade”, quand’anche rendano briciole.

Infine, tenetevi un po’ liquidi e per la parte di denaro, che potete permettervi di investire in un’ottica pluriennale, puntate sull’oro. I grandi investitori stanno detenendo liquidità ai livelli più alti degli ultimi 15 anni, segnalando da un lato potenziali grossi rischi incombenti sul mercato, dall’altro possibili opportunità di investimento nel breve.

L’oro, poi, tutela storicamente dai rischi finanziari e dall’inflazione e in una fase così incerta come questa (tra rischio Brexit, elezioni USA, crescita Cina, etc.) è sempre bene che una parte dei propri risparmi sia convogliata in azioni delle società estrattive, in Etf o nell’acquisto di oro fisico.

 

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