Risparmiatori più litigiosi con le banche: in aumento i ricorsi al Arbitro bancario

Il 41% dei ricorsi al Arbitro Finanziario è stato raccolto dal Collegio Sud, il 33% dal Collegio Nord e il 26% dal Collegio Centro

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il 41% dei ricorsi al Arbitro Finanziario è stato raccolto dal Collegio Sud, il 33% dal Collegio Nord e il 26% dal Collegio Centro

Nel 2016 la crescita dei ricorsi all’ Arbitro bancario finanziario (ABF) è stata più intensa per il Collegio Sud (74%), ma significativa anche per i Collegi Nord (56%) e Centro (44%). Tra le regioni, Calabria e Sicilia hanno riportato l’incremento maggiore (rispettivamente 237 e 190 per cento); sono diminuiti quelli provenienti da ricorrenti con domicilio estero.

 

É quanto si legge nella relazione sull’attività dell’ Arbitro bancario finanziario presso Bankitalia nel quale si precisa che il 41% dei ricorsi è stato raccolto dal Collegio Sud, il 33% dal Collegio Nord e il 26% dal Collegio Centro. La Campania, la Liguria, la Calabria e il Lazio sono le regioni nelle quali è stato presentato il maggior numero di ricorsi in rapporto alla popolazione residente; in valore assoluto le regioni dalle quali giunge la quantità più elevata di ricorsi sono la Campania, il Lazio, la Lombardia e la Sicilia.

 

Più ricorsi al Sud rispetto al Centro-Nord

 

Il numero di ricorsi ricevuti, si legge nella relazione, è correlato con il diverso livello di consapevolezza e di conoscenza da parte dei ricorrenti delle caratteristiche dei prodotti o dei servizi bancari e finanziari che vengono utilizzati. Il numero di ricorsi per milione di abitanti è stato maggiore in quelle regioni dove si stima che le competenze finanziarie siano minori.  Il numero di ricorsi risulta inoltre correlato positivamente con il rischio di povertà riscontrato nelle regioni italiane; quelle nelle quali vive la percentuale maggiore di individui con un reddito familiare molto contenuto registrano un numero di ricorsi più elevato. L’aumento registrato nel 2016 ha interessato, come nel 2015, esclusivamente quelli presentati dai consumatori, cresciuti del 65%; sono invece diminuiti (sia in valore assoluto sia in percentuale) quelli presentati da non consumatori (958, erano 1024 nel 2015; -6%). La quota relativa ai consumatori è quindi salita al 96%.

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Argomenti: Risparmiare