Risparmiatori italiani più ottimisti, ma si tengono liquidi e puntano sul mattone

Famiglie italiane più ottimiste sul loro futuro, ma risparmiano per lo più in favore dei figli. E si tengono molto liquidi, preferendo anche puntare sul mattone.

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Famiglie italiane più ottimiste sul loro futuro, ma risparmiano per lo più in favore dei figli. E si tengono molto liquidi, preferendo anche puntare sul mattone.

L’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2016 è stata presentata la settimana scorsa dal Centro Einaudi, in collaborazione con Intesa-Sanpaolo, nel corso della 32-esima edizione. I risultati hanno offerto diversi spunti di riflessione e ne emerge uno positivo: il 60% degli intervistati si mostra ottimista sulle proprie condizioni economiche future, mentre nel 2015 era al 50% la quota dei pessimisti. Le percentuali si sono invertite, segno che la sfiducia avrebbe già toccato il suo punto di massimo tra le famiglie e che adesso ci sarebbe un’inversione di tendenza in corso.

L’incidenza dei risparmiatori si sarebbe stabilizzata al 40%, mentre risulta in lieve calo la quota di reddito mediamente accantonata per il futuro al 9,6%.

Risparmi per figli e casa

Fin qui le cifre sono senz’altro positive, ma quando si scava più a fondo riemergono le paure degli italiani, se è vero che cresce del 10% al 58,3% la percentuale assegnata alla motivazione del risparmio, ovvero di tipo precauzionale. In altri termini, oltre un italiano su due metterebbe qualcosa da parte contro i rischi futuri, intimorito sia dalla bassa ripresa che dalla volatilità dei mercati finanziari.

Altra sorpresa riguarda la quota di risparmio per l’acquisto della casa, in crescita dall’8% all’8,5%, ma doppiata da quella per i figli, al 17,1%. Prima della crisi, le percentuali erano invertite, a conferma che le famiglie sarebbero sempre più preoccupate per il futuro dei figli che non per la casa.

Italiani preferiscono liquidi e mattone

Un aspetto da non sottovalutare è, poi, il mantenimento di buona parte del risparmio in forma liquida: il 18,4% lo tiene tutto sul conto corrente, il 9,1% più della metà e il 9% per oltre il 30%. E che dire del fatto che più di 4 italiani su 10 vedono nell’immobile la finalità d’investimento preferita, considerandolo solido (25%) e da sfruttare per i bassi prezzi di questa fase (17%)?

In era di tassi zero o persino negativi, tenersi liquidi è tutt’altro che una strategia perdente o solamente difensiva.

Potrebbe, al contrario, proteggere il risparmio dal rischio di perdite anche notevoli sul capitale investito, che potrebbero materializzarsi al minimo rialzo dei rendimenti sul mercato.

 

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