Risparmiatori italiani fregati dai tassi negativi più di tutti, lo ammette la BCE

Tassi negativi un colpo duro specie per le famiglie italiane. lo spiega la BCE. E dire che a lamentarsi di più contro Mario Draghi siano i tedeschi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Tassi negativi un colpo duro specie per le famiglie italiane. lo spiega la BCE. E dire che a lamentarsi di più contro Mario Draghi siano i tedeschi.

Mentre persino i rendimenti dei Bund a 10 anni diventano negativi, il Bollettino della BCE fornisce qualche cifra sulle ripercussioni che l’allentamento della politica monetaria sta avendo sulle famiglie dell’Eurozona negli ultimi anni. Tra la fine del 2008 e la fine del 2015, i guadagni percepiti dagli interessi e in rapporto al reddito disponibile sono diminuiti del 3,2%. Tuttavia, poiché anche la spesa per interessi si è contratta di circa il 3% del reddito disponibile, potremmo affermare, spiega l’istituto, che l’impatto sulle famiglie dei tassi zero e negativi sia stato complessivamente neutrale.

Risparmiatori italiani fregati

Ma come sempre, nelle medie si nascondo dettagli, che rendono le situazioni molto più complesse. E’ proprio il caso in questione, perché la stessa BCE riconosce che le famiglie italiane risultano oggi le più colpite dai tassi negativi. Perché? Potremmo riassumere così: sono scarsamente indebitate e detengono gran parte dei risparmi in assets poco fruttiferi, come conti deposito, obbligazioni e titoli di stato.

In particolare, le famiglie italiane posseggono assets a scarso rendimento per circa il 165% del loro reddito disponibile, quando in Francia si ha una percentuale inferiore al 100% e in Germania non arriva al 120%. Viceversa, i debiti delle famiglie italiane superano di poco il 60% del loro reddito disponibile, mentre in Francia vanno oltre l’80% e in Germania sfiorano il 90%.

 

 

 

Ma a protestare sono i tedeschi

Dunque, per ogni euro di interessi risparmiati sui debiti da rimborsare, gli italiani ne hanno perso circa 2,5 sui risparmi investiti in titoli già in partenza poco redditizi. A conti fatti, le famiglie italiane stanno pagando più di tutte in Europa per l’allentamento della politica monetaria da parte della BCE.

E dire, però, che sono i tedeschi ad essere più imbufaliti contro Mario Draghi per i tassi negativi adottati negli ultimi tempi. Vero è, come spiega il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, in un impeto alquanto irrituale di difesa dell’operato di Francoforte, che i risparmiatori sono al contempo anche lavoratori e contribuenti, per cui bisogna verificare l’impatto netto delle misure monetarie attuate, ma non vi è dubbio che i numeri sopra citati mostrino un impatto più negativo per le famiglie del nostro paese, quand’anche in qualità di contribuenti abbiano potuto beneficiare di qualche miliardi di risparmi in spesa pubblica per interessi sul debito.

 

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