Risparmi famiglie italiane ai massimi dal 2010, specchio di consumi fermi

Aumentano i risparmi e il potere d'acquisto delle famiglie italiane, nonostante i rendimenti negativi sul mercato. La fiducia dei consumatori non decolla.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Aumentano i risparmi e il potere d'acquisto delle famiglie italiane, nonostante i rendimenti negativi sul mercato. La fiducia dei consumatori non decolla.

I consumi delle famiglie italiane non decollano, sebbene abbiano smesso apparentemente di arretrare, dopo anni di cali consecutivi, ma in compenso stanno salendo i loro risparmi. Secondo l’Istat, il tasso di propensione al risparmio si è portato al 9,6% nel secondo trimestre, in aumento dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% su base annua. Si è trattato del dato più elevato dai primi tre mesi del 2010 e riflette una crescita dei consumi delle famiglie di appena lo 0,2% rispetto al primo trimestre, mentre quella dei risparmi è stata dell’1,3%.

E ci sono notizie positive, sempre fornite dall’istituto di statistica, che riguardano le famiglie italiane: nel secondo trimestre di quest’anno, il loro potere d’acquisto è salito del 2,9% congiunturale e dell’1,1% tendenziale. Ciò è dovuto al fatto che i redditi stanno aumentando più in fretta dei consumi, non che la crescita dei primi sia soddisfacente (tutt’altro!); semplicemente, tra bassi consumi e prezzi ristagnanti o persino calanti, gli italiani avrebbero più risorse a disposizione oggi di un anno fa.  (Leggi anche: Consumi italiani, meno alimentari e più spese obbligate)

Nemmeno rendimenti negativi sostengono consumi

Sul piano macro-economico, l’aumento dei risparmi delle famiglie si presta a una doppia lettura. Può considerarsi senz’altro un fatto positivo, perché accresce la loro capacità di fronteggiare investimenti futuri o anche solo spese impreviste o difficoltà, ma d’altro canto esprime un’economia non ancora ripartita, dove serpeggia la paura e in cui le ristrettezze e il pessimismo sarebbero tali, che molti italiani deciderebbero di rinviare i loro acquisti.

Problema ulteriore è dato dalla quasi nulla remunerazione dei risparmi in questa fase. Che li si porti in banca o li si investa in titoli relativamente sicuri (bond sovrani o corporate), i rendimenti sono spesso negativi o tutt’al più poco superiori allo zero. In teoria, ciò dovrebbe dissuadere le famiglie dal risparmiare, inducendole a spendere, ma evidentemente c’è così scarsa fiducia sul futuro, che nemmeno questo stratagemma estremo della BCE sembra funzionare. (Leggi anche: Rendimenti negativi ipoteca sul futuro)

 

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Argomenti: News Risparmio, Risparmio, Risparmiare

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