Rimborsi Paypal per crowdfunding presto non più effettuati

Prestiti tra privati, diverse novità in settimana, che non faranno piacere agli investitori su questo tipo di mercato, il quale resta in crescita.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Prestiti tra privati, diverse novità in settimana, che non faranno piacere agli investitori su questo tipo di mercato, il quale resta in crescita.

C’è un’importante novità nel mondo del “crowdfunding”, ovvero della raccolta online di denaro per il finanziamento di progetti: Paypal ha deciso, che a decorrere dal prossimo 25 giugno non rimborserà più ai donatori il denaro eventualmente perso nell’investimento. Secondo la società, solo il 65% riceve la remunerazione concordata, mentre il 9% dei finanziamenti va a progetti, che non riescono a erogare il premio, il 7% dei donatori non riceve il premio fissato e l’8% va in progetti fallimentari.

Niente rimborsi Paypal per crowdfunding

Per questo, Paypal ha deciso di non assumersi più questi rischi e di eliminare i donatori per iniziative con il crowdfunding dal programma di protezione, considerandoli così alla stregua di scommettitori. Per fortuna, i dati sembrano solidi e in crescita. Secondo Cnbc, nel 2015 sarebbero stati raccolti sul web 34 miliardi di dollari, di cui 25 relativi ai prestiti “peer-to-peer”, 5,5  al “reward” e 2,5 all’equity. In questi giorni, il mondo dei prestiti tra privati ha subito un altro scossone, stavolta per effetto delle dimissioni del ceo e di tre altri alti manager di LendingClub, dopo che si è scoperto che avevano prestato 22 milioni di dollari a una sola persona, contravvenendo alla policy della società. Il titolo è stato declassato da alcuni analisti, sulla base della carenza di fiducia verso il suo operato.

P2P resta con ottime potenzialità

Eppure, il P2P è atteso ancora con enormi potenzialità. Si stima che i tassi medi praticati da colossi del settore, come LendingClub, Prosper e Avant sui clienti più sicuri si attestino mediamente al 6%, ma schizzano al 30% per quelli più rischiosi. Si confrontano con il 9-10% offerto in media dalle società finanziarie e dalle banche. Questi dati suggeriscono che le società di lending tra privati potrebbero allargare la clientela, puntando sul mercato più a rischio, anche se ciò dovrà necessariamente tradursi nella messa in conto di maggiori perdite potenziali. E’ chiaro che ciò potrà avvenire con una modifica della struttura dei tassi, offrendo alla clientela più a rischio interessi meno proibitivi, consentendole l’accesso. Da questo punto di vista, le variazioni in un senso o nell’altro dei tassi praticati dalle banche centrali non dovrebbero avere effetti diretti così notevoli, contrariamente al mercato dei mutui, perché i prestiti personali sono prevedono per lo più interessi fissi e sganciati dai tassi di riferimento, anche se ne risentono nel tempo.  

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Argomenti: Investimento, Mutui e Prestiti, News Risparmio, Risparmio, Investimenti, Paypal, Prestiti

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