Ricorso buoni fruttiferi postali Q/P Federconsumatori: interviene la Corte di Strasburgo

Il ricorso della Federconsumatori riguardante i buoni fruttiferi postali della serie Q/P ha superato il vaglio di ammissibilità della Corte di Strasburgo. Perché è una buona notizia?

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Come investire denaro nel 2023.

Si torna a parlare dei buoni fruttiferi postali della serie Q/P. Ricordate che la Federconsumatori più volte ha intentato delle battaglie affinché ai cittadini venissero riconosciuti da Poste i giusti importi (invece della metà)? Ebbene, arriva una novità in merito alla battaglia dell’associazione a difesa dei consumatori.

I buoni fruttiferi postali erano e continuano a essere un investimento molto cari agli italiani perché garantito dallo Stato Italiano. Il motivo principale è che non hanno costi per la sottoscrizione e per il rimborso e in più godono di una tassazione agevolata sugli interessi (12,50%). Sono esenti inoltre dall’imposta di successione.

Nel passato facevano gola a molti perché al momento del rimborso, la cifra che si riscuoteva permetteva davvero di realizzare un sogno come fare un bel viaggio o acquistare una piccola automobile.

Nel corso del tempo, però, i rendimenti si sono assottigliati fino a toccare i minimi dello scorso luglio 2022.

Grazie a due aggiornamenti di Cassa Depositi e Prestiti, uno proprio a luglio e l’altro a ottobre 2022, sono tornati a essere uno strumento di investimento competitivo. Perché? La risposta è che tutti i tassi sono stati aumentanti fino ad arrivare al 4,50% (di quelli dedicati ai minori).

Le novità della Federconsumatori

La Federconcumatori ha spiegato sulla sua pagina web ufficiale che ci sono delle novità riguardanti i buoni fruttiferi postali della serie Q/P di durata trentennale.

Più esattamente, parliamo di quelli emessi dopo il 1° luglio 1986 su moduli di una serie precedente sulla quale Poste Italiane ha omesso di modificare i rendimenti per il periodo dal ventunesimo al trentesimo anno. La modifica effettuata riguarda infatti soltanto i rendimenti riferiti ai primi venti anni.

Lo scorso mese di febbraio, la prima sezione civile della Corte di Cassazione si espressa su questo argomento con quattro ordinanze aderendo alla tesi difensiva di Poste Italiane. Con quest’ultima si affermava che l’errore era “una mera imperfezione”.

La novità è che 2 di queste 4 decisioni sono state impugnate avanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

La Corte di Strasburgo

Qualche giorno fa, spiega la Federconsumatori, la cancelleria della Corte di Strasburgo ha inviato una missiva con la quale comunicava al legale dell’associazione di aver portato all’esame della Corte i ricorsi presentati contro due ordinanze. Si tratta di quelle rese dalla Corte di Cassazione, esattamente la numero 4748 e la numero 4751, entrambe del 2022.

Per la Federconsumatori, si tratta di un passo davvero importante perché significa che i ricorsi hanno superato il vaglio di ammissibilità della Corte di Strasburgo.

Ora, quindi, si dovrà attendere lo sviluppo del procedimento e capire che farà lo Stato Italiano dato che è stato chiamato a depositare le sue osservazioni sulla questione. Ovviamente, spiega l’associazione, lo Stato dovrà dare la sua valutazione sulla condotta di Poste Italiane verso i risparmiatori per un investimento garantito proprio dallo Stato.

L’associazione invita, quindi, tutti coloro che hanno problemi con i buoni fruttiferi postali in loro possesso, di farli controllare. Questo, affinché possano ottenere il giusto riconoscimento.

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