Rendimenti negativi in calo sui bond sovrani, due terzi in Giappone

I titoli di stato con rendimenti negativi nel mondo diminuiscono, pur restando elevatissimi. Le novità dal Giappone cosa ci fanno prevedere?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
I titoli di stato con rendimenti negativi nel mondo diminuiscono, pur restando elevatissimi. Le novità dal Giappone cosa ci fanno prevedere?

Si riduce la quantità di bond sovrani con rendimenti negativi, negoziati sui mercati finanziari di tutto il pianeta. Lo comunica l’agenzia di rating Fitch, che calcola in 10.900 miliardi di dollari i titoli con rendimenti sottozero al 12 settembre scorso, in calo di 800 miliardi nell’arco di un trimestre. Il fenomeno è dovuto alla risalita dei rendimenti sovrani, in particolare, per le scadenze residue superiori ai sette anni. Intendiamoci, i titoli di stato con rendimento sotto lo zero restano ancora elevatissimi, come emerge dal monitoraggio di 34 paesi emittenti di 38.000 miliardi di dollari di debito “investment grade”, riguardando quasi il 29% del totale.

Il Giappone fa la parte del leone con il 63% dei titoli con rendimenti negativi, nonostante negli ultimi tre mesi abbia registrato un aumento sopra lo zero per 1.000 miliardi di suoi bond. E nel complesso, i rendimenti medi sui 38.000 miliardi di debiti sovrani negoziati sono crollati ad appena 84 punti base, facendo diminuire il reddito percepito dai possessori dei bond di 500 miliardi, nel confronto con i livelli del 2011. Chiaramente, si tratta per converso di risparmi per gli stati emittenti, che anche e forse, soprattutto, grazie alla discesa dei tassi hanno potuto sistemare i loro conti pubblici.

Bond Giappone, cosa cambia d’ora in poi

Ma che il mercato abbia toccato già il punto più basso sui rendimenti e che questi siano destinati, pur con molta lentezza, a risalire? In teoria, le politiche monetarie delle principali banche centrali si starebbero avvicinando al massimo degli sforzi possibili, per cui non dovrebbero essere ulteriormente allentate. Si tenga anche conto di quanto accaduto in settimana presso la Bank of Japan. L’istituto di Tokyo ha comunicato di aver cambiato approccio sul “quantitative easing”, puntando adesso non più solo sulla “quantità” degli acquisti dei bond, bensì pure sulla “qualità” (leggi anche: QE qualitativo in Giappone), monitorando la curva dei rendimenti, in modo che quelli vigenti sulla scadenza decennale viaggino intorno ai valori attuali, ossia a zero.

Questa novità dirompente ci porta a prevedere che la curva dei rendimenti giapponesi sarà almeno leggermente inclinata positivamente e che i titoli renderanno sopra lo zero sopra i 10 anni e sotto lo zero sotto tale scadenza. Dunque, rappresentando il Giappone i due terzi dei bond con rendimenti sottozero nel mondo, non pare che la quantità di questi ultimi sia destinata a salire dai livelli attuali, tranne che le cose non vadano come previsto per le banche centrali, le quali segnalano apertamente di studiare una “exit strategy” da una situazione potenzialmente molto destabilizzante sui mercati finanziari.

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Investimento, News Risparmio, Investimenti, Trading

I commenti sono chiusi.