Rendimenti bond e azioni: perché i trend vanno a braccetto e cosa attenderci?

I prezzi delle obbligazioni e i corsi azionari vanno di pari passo negli ultimi anni, ma in futuro sono destinati a un andamento differenziato. Ecco una previsione.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
I prezzi delle obbligazioni e i corsi azionari vanno di pari passo negli ultimi anni, ma in futuro sono destinati a un andamento differenziato. Ecco una previsione.

In genere, i rendimenti dei bond e l’andamento del mercato azionario tendono ad andare nella direzione opposta. Quando il clima tra gli investitori è positivo, c’è fiducia sull’economia e liquidità sui mercati, i traders si spostano dalle obbligazioni alle azioni, ovvero da assets tipicamente difensivi ad altri più rischiosi.

Negli ultimi anni, in Europa, negli USA e in Giappone, questa evidenza è venuta meno: ai rialzi dei prezzi delle obbligazioni (cali dei rendimenti) è corrisposta una crescita anche dei corsi azionari. Come mai? La risposta sta nella banche centrali, che iniettando liquidità senza precedenti sui mercati finanziari (gli stimoli odierni sono stimati in oltre 200 miliardi di dollari al mese nel mondo) e rastrellando proprio bond tra gli investitori, hanno direttamente impattato sui corsi obbligazionari e allo stesso tempo creato i presupposti per liberare risorse in favore delle azioni.

Prezzi azioni e obbligazioni sostenuti da stimoli

E proprio gli stimoli degli istituti hanno incentivato gli acquisti di carta, quale che essa sia, sulla previsione di un ulteriore aumento dei prezzi. In un certo senso, potremmo anche dire che abbiamo perso il segnale sul grado di avversione al rischio del mercato, visto che non si è avuto un trend specifico, ma comune ai due comparti.

E per il futuro? La situazione appare un po’ più complicata di quella odierna. In questi giorni, il solo timore che la BCE non potenzi il “quantitative easing” come da attese e che la Federal Reserve possa alzare i tassi USA di un quarto di punto percentuale nelle prossime settimane ha provocato cali sia azionari che obbligazionari.

Cosa aspettarci per il futuro prossimo

Si tratta di un segnale chiaro di quale sarebbe la tendenza nei prossimi mesi, nel caso in cui le politiche monetarie delle principali banche centrali fossero meno accomodanti di oggi o non accrescessero il grado di accomodamento. Tuttavia, la previsione più attendibile prevede un movimento diversificato all’interno del comparto obbligazionario.

Se da un lato, il ripiegamento dei corsi azionari appare ineludibile, la reazione per i bond non dovrebbe essere indiscriminatamente negativa. I cali più pesanti dovrebbero essere accusati dai titoli di stato dei paesi finanziariamente più deboli (Portogallo, Italia, Spagna, etc.), così come dai bond delle società emittenti con sede in essi e con rating medio-basso.

 

 

 

Varrà di più rating emittente

I titoli “core” (Bund, Oat, etc.) dovrebbero assistere a un aumento meno veloce dei rendimenti, ma nell’ipotesi di disordini sui mercati, non possiamo nemmeno escludere che, addirittura, i loro prezzi salgano per effetto della fuga di capitali verso i paesi in cui vengono emessi.

Insomma, d’ora in avanti, finita la sbornia, bisogna concentrarsi sui fondamentali degli emittenti dei titoli. Le azioni dovrebbero scontare un calo generalizzato tra le economie avanzate, mentre le obbligazioni, specie pubbliche, dovrebbero mostrare un andamento differenziato, a seconda che siano emesse in paesi deboli o forti economicamente.

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Argomenti: Investimento, News Risparmio, Investimenti

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