Rc auto: gli italiani spendono 135 euro in più rispetto al resto d’Europa, come ridurre la differenza?

Assicurazione auto: quella Italiana è più cara di quella di maggiori paesi europei: perché? Che contromisure prendere? Ecco l'analisi di Ivass e Segugio.it.

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Assicurazione auto: quella Italiana è più cara di quella di maggiori paesi europei: perché? Che contromisure prendere? Ecco l'analisi di Ivass e Segugio.it.

La Rc Auto in Italia è più costosa rispetto ad altri grandi paesi europei.  Si pagano, infatti, in media 135 euro in più secondo l’analisi Ivass e buona parte dei consumatori cerca di risparmiare confrontando le tariffe sul mercato, cambiando  compagnia o rinegoziando la propria.

Segugio.it, leader nel settore delle comparazioni, ha integrato le analisi svolte da Ivass per capire qual è l’effettivo differenziale di prezzo che grava sulle tasche degli Italiani e quali contromisure prendere per ridurre il costo della polizza.

Lo studio dell’Ivass sulla Rc auto

Lo scorso 18 giugno l’Ivass ha presentato la relazione annuale sull’attività svolta dall’Istituto all’interno della quale c’era una parte molto interessante in cui veniva effettuato un raffronto tra l’assicurazione auto italiana e quella degli altri grandi paesi dell’Unione Europea come ad esempio il Regno Unito, la Germania, la Spagna e la Francia.

Le principali evidenze sono state le seguenti:

se viene considerato il premio Rc netto (senza componenti parafiscali e fiscali) alla fine del 2018 l’assicurazione auto costava 90 euro in più rispetto alla media dei paesi su indicati,

il gap ovvero il differenziale di prezzo si è ridotto negli anni: si è passati infatti dai 203 euro del 2012 ai 90 euro del 2018 e poi

il prezzo più alto per gli italiani è da additarsi al maggior costo dei sinistri che è quantificato in 89 euro e per le maggiori spese di acquisizione e di gestione delle polizze quantificato in 19 euro.

Segugio e l’integrazione dell’analisi svolta dall’Ivass

Segugio, il leader nella comparazione assicurativa in Italia, ha integrato le analisi svolte dall’Ivass per capire meglio qual è l’effettivo differenziale di prezzo e quali misure adottare per ridurre il costo della polizza.

Ebbene la prima cosa che si nota è che gli italiani pagano un premio assicurativo lordo ovvero che comprende sia gli oneri parafiscali che le imposte (detto SSN). La somma di queste due componenti porta ad un’aliquota complessiva del 26,2% contro la media degli altri paesi che è del 18,4%.

Ecco i dettagli:

  • Italia: imposte 15,7%, oneri parafiscali 10,5%, aliquota complessiva 26,2%;
  • Francia: imposte 33%, oneri parafiscali 2%, aliquota complessiva 35%;
  • Germania: imposte 19%, oneri parafiscali 0%, aliquota complessiva 19%;
  • Spagna: imposte 6%, oneri parafiscali 1,7%, aliquota complessiva 7,7%;
  • Regno Unito: imposte 12%, oneri parafiscali 0%, aliquota complessiva 12% e
  • Media senza Italia: imposte 17,5%, oneri parafiscali 0,9%, aliquota complessiva 18,4%.

Se si applica tale aliquota, il maggior premio lordo che viene sborsato dai consumatori italiani per ogni mezzo assicurato è di circa 135 euro.

Come ridurre il gap con l’Europa?

Ci si chiede come fare per ridurre il gap con l’Europa e l’Ivass fa notare che la distribuzione italiana è concentrata sopratutto sul canale tradizionale ovvero agenti e broker per l’82%. Il problema è che tale canale ha un costo superiore rispetto all’e-commerce assicurativo che nel nostro paese è ancora poco diffuso. Ecco i dati:

  • canale tradizionale: peso 82% (peso % Q4 2019) e premio medio lordo 410 euro,
  • canale sportelli bancari o postali: peso 3,4% (peso % Q4 2019) e premio medio lordo 385 euro e
  • imprese dirette telefoniche: peso 14,5% (peso % Q4 2019) e premio medio lordo 369 euro.

Inoltre vi è l’82% dei consumatori che non cambia compagnia di assicurazione. Quindi la stragrande maggioranza rinuncia ad un risparmio che potrebbe controbilanciare i costi assicurativi dell’Italia rispetto all’Europa.

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