Protestati, chi sono e cosa rischiano

Chi sono i protestati, come e quando avviene il protesto e cosa comporta.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Chi sono i protestati, come e quando avviene il protesto e cosa comporta.

Avrete certamente sentito parlare di protestati, così come di cattivi pagatori. Magari vi siete chiesti di cosa si tratti di preciso, senza trovare la risposta immediata. Vi diciamo subito che i protestati sono soggetti, che hanno avuto problemi con la restituzione di un debito, non onorando il pagamento di una cambiale o la promessa contenuta nel vaglia cambiario, oppure emettendo un assegno scoperto. Quando avviene il protesto? Per le cambiali a vista, quelle senza una scadenza precisa, può essere effettuato dopo un anno dalla data di emissione, mentre per le cambiali con data certa, esso può avvenire entro il primo o il secondo giorno feriale successivo alla scadenza indicata. Nel caso di un assegno, poi, il protesto può essere effettuato entro il termine utile per la presentazione all’incasso, ovvero entro 8 giorni per il caso di emissione “su piazza”, entro 15 giorni per le emissioni “fuori piazza”. In tutti questi casi, il creditore ha il diritto di rivolgersi a un Pubblico Ufficiale, che generalmente è un notaio. Questi si presenta al domicilio del debitore inadempiente e gli intima di onorare il debito assunto entro i successivi dieci giorni. Se ciò non avviene, il soggetto debitore si ritroverà segnalato al Registro dei Protesti della Camera di Commercio territorialmente competente entro i successivi dieci giorni, così come alla Centrale Rischi Finanziari (Crif). Se entro 60 giorni non provvederà a saldare l’assegno con le annesse sanzioni amministrative, poi, il suo nominativo sarà inserito anche alla Centrale Allarme Interbancaria. Il protestato sarà considerato un soggetto poco affidabile e, pertanto, difficilmente potrà ottenere credito, salvo rare eccezioni, così come con difficoltà potrà ottenere fiducia da parte di un possibile fornitore. Per questo, gli converrebbe adempiere al più presto all’obbligazione. Se paga la cambiale entro un anno dalla scadenza, avrà titolo per chiedere direttamente la cancellazione del protesto, altrimenti dovrà chiedere una previa riabilitazione al Tribunale territorialmente competente. Diverso è il caso dell’assegno protestato, perché la cancellazione non può avvenire direttamente, ma dovrà prima trascorrere un anno dalla levata del protesto per chiedere la riabilitazione al giudice. E’ evidente, infine, che chi abbia emesso un assegno scoperto non possa emetterne altri per la durata del protesto.    

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Argomenti: News Risparmio, Tutela consumatori, Truffe