Previdenza integrativa: pensione privata da sommare a quella pubblica

Il metodo più semplice per integrare la pensione pubblica, dopo l'introduzione del metodo contributivo, sembra essere il fondo pensione

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il

Metodo contributivo

La previdenza pubblica, con l’introduzione del metodo contributivo è cambiata, infatti il nuovo metodo si basa sui contributi versati dal lavoratore durante tutta la sua vita.

Questo comporta una riduzione delle pensione pubblica che va dal 70% al 40%, a seconda dei casi; sia per il lavoratore dipendente che per il lavoratore autonomi, infatti, non sarà più possibile percepire l’ultima retribuzione come pensione.

La pensione sarà invece calcolata  facendo una media degli anni di contributi versati e delle somme versate nel tempo; ciò significherà per molti lavoratori non poter mantenere il proprio tenore di vita una volta in pensione.

 

Fondi pensione aperti

L’unica soluzione per integrare la pensione pubblica è quella di affidarsi a una previdenza complementare che si aggiungerà a quella pubblica, dando anche la possibilità nel tempo di godere di numerosi benefici fiscali.

Come funziona il fondo pensione aperto

Per iniziare a costruire la pensione integrativa tutti i lavoratori dipendenti hanno un patrimonio di partenza, ovvero il proprio TFR.

Infatti è possibile investire il proprio TFR in un fondo pensione aperto piuttosto che lasciarlo all’azienda, in modo da poter cominciare a integrare fin da subito quella che sarà un domani la pensione pubblica.

Aderendo a un fondo pensione aperto si ha la possibilità di arrivare ad una contribuzione annua complessiva del 10% della retribuzione annua.

Questo grazie alla somma di tre fattori: il versamento del TFR (che va ad incidere del 7%), i versamenti che provengono dal contributo del lavoratore (che incidono dell’1,5%) e i versamenti che provengono dal contributo del datore di lavoro (che vanno ad incidere dell’1,5%).

Questo 10% contributivo in più andrà ad integrare la pensione pubblica del 20-25%.

Infatti ogni lavoratore dipendente che decide di aderire ad un fondo pensione aperto ha diritto di ricevere il contributo della propria azienda (se previsto nel contratto l’accordo collettivo).

Il contributo dell’azienda deve essere pari a quello del lavoratore; il contributo del dipendente non è obbligatorio, ma se si vuole ottenere quello dell’azienda diventa necessario.

 

Fondo pensione: come disporne

Il fondo pensione può essere utilizzato in due modi distinti: prima della pensione e al momento della pensione.

Il fondo prima della pensione

Il fondo pensione è a disposizione fin da subito, non bisogna aspettare il momento della pensione per poterne usufruire.

Infatti è possibile ottenere un’anticipazione o un riscatto in caso di imprevisti o bisogno, rendendo così l’importo maturato un bene tangibile.

L’anticipazione si può richiedere per spese sanitaria, per acquistare la prima casa (sia per l’intestatario del fondo che per i suoi figli) o per ristrutturazione dell’abitazione; ma si può disporre di un’anticipazione anche per spese che non siano documentate.

Il riscatto invece è previsto o in caso di decesso del dipendente da parte degli eredi, o in caso di particolari condizioni di lavoro che permettono di ottenere il 100% del contributo maturato.

Il fondo pensione, poi, prevede due modalità di rimborso al momento della pensione che possono essere scelte in base alle proprie esigenze.

Una è la prestazione del capitale, ovvero al momento della pensione è possibile richiedere una quota del capitale a propria scelta, fino ad un massimo del 50% (per coloro che hanno aderito al fondo pensione dopo l’aprile del 1993); per coloro invece che hanno aderito ad un fondo pensione prima dell’aprile 1993 c’è la possibilità di richiedere il 100% del capitale.

La seconda possibilità di scelta del rimborso è la rendita vitalizia, ovvero un mensile che va ad integrarsi alla pensione pubblica, che può essere reversibile (dal 50% al 75%) a favore di una persona, il coniuge, i figli, che viene nominata al momento del pensionamento; questa persona potrà ricevere la reversibilità per una durata di tempo pari a 10 anni.

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Argomenti: Conti e carte