Prestito personale o finalizzato, vi spieghiamo la differenza

Prestito personale o prestito finalizzato? Vi spieghiamo la differenza e cosa comporta.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Prestito personale o prestito finalizzato? Vi spieghiamo la differenza e cosa comporta.

Quante volte ci siamo imbattuti nell’espressione “prestito personale” o “prestito finalizzato”, senza comprenderne realmente il significato? In questo articolo vi forniremo finalmente gli elementi per capire quando si parla degli uni o degli altri, tenendo a mente, che in ogni caso essi vanno rimborsati con gli interessi, essendo erogati a titolo oneroso. Un prestito si dice personale, quando esso è rivolto alla persona, nel senso che al cliente viene erogata la liquidità desiderata, della quale egli potrà farne l’uso che meglio crede. All’istituto non interessa se la somma prestata sarà impiegata per acquistare un’auto, andare in vacanza, finanziare gli studi di un figlio, perché in fase di richiesta dell’importo non è previsto che il cliente debba fornire alcuna motivazione.

Differenza con prestito finalizzato

Diverso è il caso di un prestito finalizzato, che ha lo scopo di rendere possibile per il cliente l’acquisto di un bene o di un servizio. Per questo, però, all’atto della sua richiesta, questi è tenuto a motivare l’uso che intende fare della somma. Ad esempio, un prestito auto è concesso per il solo acquisto di un veicolo nuovo o usato, ma non per altri scopi. Diciamo pure, che i prestiti finalizzati sono l’ossatura del credito al consumo, un settore in forte espansione in Italia negli ultimi 20 anni. In genere, questi ultimi prendono anche la denominazione popolare di “finanziarie”, ovvero di quei finanziamenti accesi per acquistare un bene durevole (elettrodomestico, auto, etc.) o un servizio (studi, vacanze, etc.).      

Differenze pratiche

Ma da un punto di vista pratico, qual è la differenza tra prestito personale e prestito finalizzato? Nel primo caso, la somma richiesta dal cliente viene erogata solamente sulla base delle garanzie da questi esibite. Non vi saranno problemi, ad esempio, a concedere un prestito da 3.000 euro a un cliente, che dimostri di essere in possesso di un reddito da lavoro dipendente e sulla base di un contratto a tempo indeterminato di 30.000 euro all’anno. Se il prestito è finalizzato, la cifra erogata sarà al massimo quella richiesta per il pagamento del bene o servizio acquistato. Se ipotizziamo di volerci fare finanziare l’acquisto di un’auto nuova dal costo di 25.000 euro, questa sarà la somma massima concessaci, mentre nel caso di un’auto usata, il finanziamento sarà una percentuale del prezzo di compravendita, sulla base della data di immatricolazione del veicolo, per cui più esso è vecchio, minore sarà la percentuale finanziata. La documentazione da allegare per il resto è la stessa. Nella quasi generalità dei casi, occupandosi il rivenditore del disbrigo delle formalità burocratiche, nei fatti non notiamo alcuna incombenza ulteriore per l’ottenimento di un prestito finalizzato.

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Argomenti: Mutui e Prestiti, Prestiti