Prestito ecologico da Unicredit

Un'approfondita analisi da due prodotti offerti da Unicredit per i prestiti ecologici con un giudizio finale del tutto personale che può aiutare l'utente a capire di che cosa si parla,

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

Contrariamente alla maggior parte degli istituti di credito, che ha scelto di approntare un finanziamento “ecologico” inglobante tutte le fondamentali finalità eco-energetiche (dal fotovoltaico al termico, passando per le esigenze di miglioramento della coibentazione o per l’acquisto di auto ecologiche), Unicredit ha compiuto una suddivisione commerciale e tecnica dei propri prodotti, distinguendo il Finanziamento Fotovoltaico dal Credit Express Energia, con finalità residuali rispetto al primo.

Ma andiamo con ordine, cercando di individuare quali siano le caratteristiche di entrambi tale forme creditizie, partendo con il finanziamento fotovoltaico.

Finanziamento Fotovoltaico

Come intuibile, il finanziamento fotovoltaico di Unicredit è un prestito personale chirografario che si rivolge nei confronti della clientela che desideri realizzare un impianto fotovoltaico per utilizzi non professionali, con contributi in Conto Energia, su un immobile di proprietà. Il prodotto è rivolto a tutti i consumatori persone fisiche, lavoratori dipendenti o autonomi, che agiscono per scopi estranei all’attività professionale.

Importo richiedibile con il finanziamento fotovoltaico

Iniziamo il nostro esame del prodotto creditizio sul fotovoltaico con l’analisi dell’importo totale del credito, che potrà oscillare tra un minimo di 10 mila euro e un massimo di 70 mila euro: si tratta, ben vedere, di una forbice di importi ben più ristretta rispetto all’offerta dell’altro big nazionale, Intesa Sanpaolo, che abbiamo avuto di modo di osservare pochi giorni fa, con una proposta commerciale che spazia tra un minimo di 2.500 euro e un massimo di 100 mila euro. Si potrà tuttavia ben osservare come la maggior parte delle esigenze si concentrino nella gamma tra i 30 e i 40 mila euro, e che pertanto possibilità creditizie nettamente inferiori o superiori – pur gradite – risultano per essere scarsamente adottabili.

La durata del contratto di credito

Oltre che sul fronte di un importo richiedibile ben più contenuto rispetto all’altro leader di mercato, Intesa Sanpaolo, il prodotto Unicredit rischia di mostrare il fianco anche sul fronte della durata del piano di ammortamento, che potrà estendersi tra un minimo di 60 mesi e un massimo di 120 mesi: un programma di rimborso che potrà certamente soddisfare la maggior parte delle esigenze creditizie della clientela bancaria di Unicredit, ma che risulta inferiore rispetto al limite massimo di 15 anni stanziato dalle filiali di Intesa Sanpaolo.

I costi connessi al prodotto

Giungiamo ora ad analizzare, pur brevemente, tutti i costi connessi al prodotto. Sono innanzitutto presenti spese per la stipula del contratto relativi a commissioni di istruttoria per un punto percentuale sull’importo richiesto: una scelta che rispetto alle spese fisse percepite da Intesa Sanpaolo (400 euro) potrebbe risultare penalizzate per importi più corposi. Identico è – ovviamente – il percepimento dell’imposta sostitutiva, pari a 0,25 punti percentuali dell’importo finanziato.

Per quanto invece concerne le spese per la gestione del rapporto, sono previste commissioni di incasso rata pari a 1,50 euro, e spese per invio del rendiconto periodico – o del documento di sintesi in formato cartaceo – pari a 1 euro. Costi che risultano, anche in questo caso, essere maggiori rispetto a quanto stabilito sui fogli informativi di prodotto da Intesa Sanpaolo, che azzera le spese di incasso rata, e taglia a 0,70 euro le commissioni sulle comunicazioni ai sensi di legge.

Il tasso fisso

Contrariamente ad altri prodotti di finanziamento eco-energetici proposti dai concorrenti, Unicredit dispone di una duplice alternativa in materia di forma tecnica dei tassi di interesse: il cliente della banca potrà pertanto optare per la selezione di un tasso di interesse fisso, con stabilità delle rate del piano di ammortamento, o per la selezione di un tasso di interesse variabile, con conseguente andamento incostante delle rate, indicizzate all’andamento di un parametro di riferimento dal valore mutevole nel tempo.

Per quanto concerne il tasso di interesse fisso, questo sarà calcolato sulla base dell’EuroIrs a 10 anni, arrotondato allo 0,05 superiore, e maggiorato di uno spread massimo di 2,50 punti percentuali. Attualmente, stando a quanto riportano i fogli informativi Unicredit, il TAN sarebbe pari al 6,15% (EuroIrs pari a 3,64 punti percentuali, maggiorato di uno spread al 2,50%).

Il tasso di interesse applicato, certamente piuttosto concorrenziale nell’ambito dei prodotti fotovoltaici, e ben lontano dalla doppia cifra offerta da alcuni istituti di credito concorrenti, garantirà la stabilità delle uscite monetarie del debitore, nel pieno rispetto di quanto previsto da condizioni di onerosità predeterminate in sede di stipula, e invariabili nel corso degli anni.

Esemplificando, per una richiesta di 50 mila euro alle condizioni sopra anticipate, con restituzione in 120 rate mensili, ne deriverà un ammontare periodico della stessa rata pari a 558,88 euro.

Il tasso variabile

Giungiamo quindi a esaminare le condizioni di onerosità nell’ipotesi di prestito chirografario a tasso di interesse variabile. Il tasso, in questa ipotesi, verrà conteggiato sulla base dell’Euribor a tre mesi, maggiorato di uno spread massimo di 2,50 punti percentuali.

Alle condizioni attuali stabilite sui fogli informativi di trasparenza, ne deriverà un tasso di interesse iniziale del 3,90%, calcolato come somma tra l’Euribor 365 a tre mesi, arrotondato allo 0,05 superiore, e maggiorato dello spread appena ricordato.

Ipotizzando la richiesta di un finanziamento di 50 mila euro, da restituire nell’arco di 10 anni (120 rate mensili) ne deriverà la presenza di una rata del programma di rimborso pari a 503,85 euro. Per quanto ovvio, ricordiamo che la presenza di condizioni di onerosità indicizzate all’andamento di un parametro mutevole nel tempo, potrebbe influenzare positivamente o negativamente l’evoluzione dei pagamenti periodici, a seconda – rispettivamente – del decremento o dell’incremento dei valori dell’Euribor di periodo.

Aspetti assicurativi

Arriviamo dunque ad affrontare gli aspetti assicurativi del prodotto. Ricordiamo come il finanziamento non sia obbligatoriamente abbinato ad alcuna polizza di protezione del credito, la sua sottoscrizione rimarrà pertanto di libera valutazione da parte della clientela debitrice.

In particolare, è prevista l’integrazione di una polizza assicurativa opzionale temporanea caso morte, che prevede – nell’ipotesi di decesso dell’assicurato – il pagamento di un capitale pari al debito residuo ai beneficiari designati. Se la polizza assicurativa temporanea caso morte è sottoscritta mediante lo stesso istituto di credito, sarà disponibile in una versione a premio annuo, e in una seconda versione a premio unico anticipato, eventualmente finanziato. Il premio sarà calcolato in funzione della durata e dell’importo del finanziamento, dell’età e del sesso del soggetto assicurato. A titolo esemplificativo, Unicredit sostiene che il premio anno in caso di finanziamento pari a 50 mila euro della durata di 10 anni, sottoscritto da un soggetto maschio 45 enne, è pari a 119,50 euro, mentre il premio unico, non finanziato, per l’intera durata del contratto, sarà equivalente a 1.093,50 euro.

Terminata la nostra breve analisi sul Finanziamento Fotovoltaico, prima di commentare la validità (o meno) del prodotto, cerchiamo altresì di interpretare le principali caratteristiche del secondo servizio creditizio eco-energetico, il Credit Express Energia.

Credit Express Energia

Contrariamente al Finanziamento fotovoltaico che abbiamo avuto modo di esaminare nelle righe che precedono, il Credit Express Energia è un prestito personale dalle finalità contemplate ben più vaste, che permette di dilazionare l’onere finanziario legato al costo di differenti obiettivi eco-energetici, come gli interventi di riqualificazione energetica, gli interventi su strutture opache, gli interventi per l’installazione di pannelli solari, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, e così via. Un finanziamento eco-energetico che, come si potrà intuire, sarà sinergico rispetto al Finanziamento fotovoltaico, contemplando le finalità non interessate dal primo.

L’importo richiedibile

Considerando la vastità delle finalità contemplate dal prodotto, l’importo erogabile risulta essere ben diversificato, oscillando tra un minimo di 2.000 euro e un massimo di 75.000 euro. Una forbice di richiesta che risulta essere più ampia di quanto previsto dal Finanziamento fotovoltaico (che invece prevedeva importi minimi per 10.000 euro e importi massimi per 70.000), ma che avremmo preferito poter analizzare con tetti di spesa più elevati, magari pari a 100.000 euro come avviene nell’ipotesi di Intesa Sanpaolo, che abbiamo osservato pochi giorni fa.

La durata

La durata del contratto di credito dovrà essere compresa tra un minimo di 36 mesi e un massimo di 120 mesi. Anche in questa ipotesi, il finanziamento prevede un piano di ammortamento che potrà abbracciare maggiori possibilità rispetto al prestito fotovoltaico, considerando che quest’ultimo aveva auspicato una durata minima pari a 60 mesi. Un buon range di estensioni temporali, che ci pare in linea con quanto necessario per poter fornire al debitore una discreta possibilità in merito alle alternative combinazioni rata / durata.

I costi del contratto

Andiamo quindi ad affrontare l’analisi dei costi da sostenere per poter avere accesso al prodotto. Spiccano innanzitutto spese di istruttoria percepite nella misura di un punto percentuale sull’importo richiesto, con un massimo di 500 euro, e imposta sostitutiva pari a 0,25 punti percentuali sull’importo finanziato. Non sono invece previste spese per l’incasso delle rate, mentre l’invio delle comunicazioni è assoggettato a una commissione fissa di 1 euro, se percepite per l’invio in modalità cartacea.

Costi che – come avviene nell’ipotesi delle spese di istruttoria – ci sembrano sostanzialmente competitivi con la linea di proposte del sistema bancario.

Il tasso di interesse

Contrariamente a quanto avviene per la richiesta del Finanziamento fotovoltaico, disponibile a tasso di interesse fisso o a tasso di interesse variabile, il prestito Energia di Unicredit risulta essere presente in un’unica versione, a tasso di interesse esclusivamente fisso.

Come conseguenza di quanto sopra il cliente di Unicredit potrà disporre di un piano di ammortamento composto da rate di importo sempre costante nel tempo, rinunciando tuttavia al vantaggio di poter godere di eventuali deprezzamenti dei tassi di interesse di riferimento sui mercati finanziari, che avrebbero comportato rate di importo decrescente nell’ipotesi in cui il cliente avesse optato per la sottoscrizione di un prestito a tasso di interesse variabile.

Considerato che il prestito Fotovoltaico che abbiamo avuto modo di esaminare in precedenza, presenta tra le caratteristiche economico finanziarie la possibilità di poter optare per la duplice forma alternativa di tasso tecnico, avremmo preferito una simile potenziale scelta anche in questa fattispecie.

Ad ogni modo, il tasso di interesse fisso applicato al capitale oggetto di finanziamento sarà pari all’8,90%. Si tratta, a ben vedere, di un tasso di interesse notevolmente più elevato rispetto a quello previsto per la sola finalità fotovoltaica, ma pur sempre inferiore rispetto a quanto abbiamo avuto modo di riscontrare in buona parte della generalità del mercato bancario, con Intesa Sanpaolo (“approfondita” pochi giorni fa per quanto concerne il prestito eco-energetico) che ha optato per un tasso in doppia cifra. La doppia cifra è comunque abbracciata dal calcolo del TAEG, visto e considerato che le spese di istruttoria (nella misura di un punto percentuale dell’importo richiesto con un massimo di 500 euro), l’imposta sostitutiva i (pur pochi) costi ricorrenti, portano il tasso annuo effettivo globale a sfondare il 10%.

Il nostro giudizio

Il nostro giudizio sui prodotti energetici di Unicredit è sostanzialmente positivo. L’istituto di credito ha optato per un duplice sviluppo commerciale, con un prodotto dedicato per l’offerta fotovoltaica, e un prodotto dedicato per le rimanenti finalità eco-energetiche.

Il primo dei due prodotti è strutturato in maniera piuttosto aggressiva sul fronte del tasso annuo applicato, risultando invece limitato (rispetto a qualche altro big di settore) sul fronte dell’importo richiedibile (soprattutto) e della durata del piano di ammortamento impostabile (in misura meno rilevante). Il secondo sembra rispecchiare al meglio le caratteristiche applicate dalla generalità dei concorrenti, mantenendosi comunque discretamente competitivo.

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Argomenti: Mutui e Prestiti, Impianto Fotovoltaico

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