Prestito Ecologico da Cariparma

Il prestito ecologico offerto da Cariparma: cerchiamo di capire ogni suo aspetto dall'importo, alla durata, ai tassi di interesse.

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il

Continuiamo la nostra rassegna di prestiti ecologici con il prodotto “Energicamente Gran Prestito” di Cariparma. Come intuibile, il finanziamento in questione permetterà alla clientela dell’istituto di credito del gruppo Credit Agricole di far fronte alle proprie esigenze personali, non imprenditoriali, relative all’installazione di impianti con pannelli solari e fotovoltaici, per poter iniziare fin da subito a produrre energia pulita con scambio sul posto, godendo dei pacchetti di incentivi che sono predisposti dall’attuale versione del Conto Energia.

L’importo. Cominciamo la nostra analisi con l’importo del finanziamento. Il limite di finanziabilità prevista da Cariparma per questa categoria di servizi di credito non potrà eccedere i 75 mila euro. Si tratta di un limite che va a collocarsi in linea con le proposte bancarie dei concorrenti (come abbiamo avuto modo di esaminare nelle ultime settimane, i due big di riferimento – Intesa Sanpaolo e Unicredit – propongono rispettivamente un cap di 100 mila euro e di 70 mila euro). L’erogazione dell’importo richiesto avverrà in un’unica soluzione al momento della sottoscrizione del contratto, come di norma avviene per i finanziamenti per l’acquisto e l’installazione di impianti fotovoltaici.

La durata. Passiamo dunque a rilevare l’estensione temporale massima di questo contratto di credito, che potrà giungere fino a un massimo di 180 mesi (15 anni). Si tratta di una scelta piuttosto lungimirante, che permetterà al cliente dell’istituto di credito di poter disporre della più vasta gamma di alternative combinazioni di rata / durata. Una scelta già riproposta da alcuni prodotti di riferimento nel settore (come ad esempio il prestito Ecologico di Intesa Sanpaolo) e che va a migliorare quanto di prassi previsto da gran parte degli istituti di credito (come Unicredit), che pongono come limite temporale ultimo la soglia dei 10 anni.

I costi. Cerchiamo dunque di completare questa fase preliminare nell’analisi del prodotto con l’osservazione di tutti i principali costi connessi alla fruizione del servizio. Cominciamo con il rilevare la presenza di spese di istruttoria pari all’1% del capitale erogato, con un minimo di 200 euro e un massimo di 500 euro. Una scelta che in linea di massima rispecchia quanto abbiamo già avuto modo di affrontare con le proposte di Unicredit (1% con un max di 500 euro, senza previsione di un floor) e che sostanzialmente può ben essere in grado di replicare quanto applicato da Intesa Sanpaolo, che opta per l’applicazione di una commissione fissa di 400 euro.

Presente altresì una commissione per la produzione e l’invio di documentazione con periodicità annuale pari a 1,70 euro, e la consueta imposta sostitutiva pari a 0,25 punti percentuali sul capitale finanziato. Le spese di incasso della rata sono azzerate, così come quella relative all’avviso di scadenza della rata, con prestito domiciliato sul conto corrente (in caso contrario, prevista una commissione fissa di 0,52 euro).

Il tasso. Arriviamo pertanto alla parte fondamentale delle condizioni di onerosità del prodotto, relativa al tasso di interesse. Come intuibile dalle schede prodotto e dai fogli informativi di trasparenza dello stesso, il tasso di interesse applicato al capitale oggetto di finanziamento sarà fisso o variabile per l’intera durata del piano di ammortamento.

Come ben noto, nell’ipotesi di selezione del tasso di interesse fisso, questo permetterà al cliente dell’istituto di credito del gruppo Credit Agricole di poter beneficiare della miglior capacità previsionale in materia: l’oscillazione dei tassi di interesse applicati come riferimento sui mercati finanziari non produrrà infatti alcuna variazione nell’importo delle rate del programma di rimborso del capitale, consentendo così alla clientela di Cariparma di poter pianificare al meglio l’evoluzione delle proprie uscite monetarie e l’equilibrio dell’intera finanzia familiare.

Di contro, l’opzione nei confronti del tasso di interesse variabile esporrà il debitore a potenziali rischi di apprezzamento nell’importo delle rate del piano di ammortamento, permettendogli tuttavia di poter beneficiare dell’eventuale andamento favorevole dei parametri di riferimento dei tassi di interesse di riferimento sui mercati finanziari.

Nella prima ipotesi, i fogli informativi ci dicono come il tasso sia calcolato in misura finita pari all’8%. Confrontando quanto applicato da Cariparma con quanto imposto dagli istituti di credito che abbiamo avuto modo di esaminare negli ultimi giorni, riscontriamo un netto gap positivo nei confronti della proposta di Intesa Sanpaolo (10%) e una distanza negativa nei confronti del prestito fotovoltaico di Unicredit, che invece spinge aggressivamente sul mercato bancario italiano con un TAN pari al 6,15%.

Nella seconda ipotesi, invece, relativa all’opzione per il tasso di interesse variabile, Cariparma rende noto di costruire il proprio tasso sulla base dell’Euribor 360 a 3 mesi, maggiorato di uno spread pari a 4 punti percentuali. Si tratta di una condizione non presente nella gamma di prodotti di Intesa Sanpaolo, e presente in misura più conveniente in Unicredit, dove il prestito fotovoltaico è offerto con uno spread pari a 2,50 punti percentuali sul parametro di riferimento.

Ne deriva, per Cariparma, un TAEG esemplificativo pari a 9,379 punti percentuali nell’ipotesi di finanziamento pari a 10 mila euro, a tasso fisso, per la durata di 60 mesi, oltre a costi di istruttoria per 200 euro, imposta sostitutiva di 25 euro, spese di invio rendiconto periodico, e documenti di instesi, per 1,70 euro.

Aspetti assicurativi. Il prodotto Energicamente di Cariparma non è collegato obbligatoriamente ad alcuna polizza assicurativa di garanzia del credito, o altri prodotti e servizi accessori. Tuttavia, è possibile abbinare efficacemente una polizza assicurativa multigaranzia di protezione del finanziamento, che interverrà a estinguere l’intero debito, o parte di esso, nelle ipotesi previste dal contratto, relativamente al decesso, all’invalidità, all’inabilità e la perdita involontaria dell’impiego. Costi e caratteristiche del contratto assicurativo ci sembra che rispecchino quanto imposto ordinariamente dai principali concorrenti bancari.

Il nostro giudizio. Terminata la breve analisi sulle caratteristiche generali del contratto di finanziamento, veniamo dunque a una nostra soggettiva osservazione. Innanzitutto, ci sembra piuttosto soddisfacente la scelta di garantire limiti di finanziabilità (75 mila euro) e di durata (15 anni) piuttosto ampi che, pur non insuperabili all’interno del mercato bancario italiano, garantiranno certamente una pronta risposta alla maggioranza delle esigenze personali. Considerati piuttosto validi i costi accessori, rileviamo tuttavia che i tassi di interesse imposti al capitale oggetto di finanziamento non siano certamente tra le best practice del mercato (seppur non sia difficile trovare chi ha fatto di peggio), e pagano più di un punto percentuale – in entrambe le versioni a tasso fisso e a tasso variabile – nei confronti di alcuni big del settore, come Unicredit.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Mutui e Prestiti, Impianto Fotovoltaico, Prestiti