Prestiti tra privati, come funziona il “social lending”

Prestiti tra privati: cos'è e come funziona il "peer-to-peer", che tanto successo sta avendo begli ultimi anni.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Prestiti tra privati: cos'è e come funziona il

Negli ultimi anni, grazie alla diffusione di internet, iniziando dal mondo anglosassone ed espandendosi anche nel resto del pianeta, ha preso piede anche nel nostro paese la pratica del “peer-to-peer” (P2P), che possiamo fare rientrare certamente nella categoria dei prestiti tra privati e alla voce “social lending”. Che cos’è e come funziona il P2P? Immaginatevi di avere bisogno di liquidità, ma che non abbiate voglia di recarsi in banca o presso un’agenzia finanziaria, oppure che per una qualche ragione non possiate farlo. A quel punto, vi collegate al web e scoprite che esistono numerose piattaforme online (Boober, Zopa, Prestiamoci, etc.), dedite all’erogazione di prestiti, ma che non sono banche. Si tratta di siti, che mettono semplicemente in comunicazione tra di loro domanda e offerta. Come? Chi vuole ricevere un prestito, s’iscrive e invia la propria documentazione, chiarendo di quale cifra abbia bisogno e quale tasso massimo sarebbe disponibile a pagare per ottenerla. Dall’altra parte, vi saranno tanti prestatori di denaro, ciascuno dei quali è disposto ad erogare liquidità a un certo tasso minimo. Il sito si occupa per prima cosa di accettare o respingere la richiesta di finanziamento. Se essa viene accolta, frazionerà il prestito su tanti creditori, in modo che ciascuno di questi sia esposto verso il singolo debitore solo per una piccola parte del denaro messo a disposizione, minimizzando così il rischio. Al prestito sarà applicato un tasso, che sarà frutto della media ponderata dei tassi applicati da tutti i creditori, più una piccola percentuale in favore della piattaforma, a titolo di commissione. Sarà sempre quest’ultima ad occuparsi della riscossione delle rate, così come del disbrigo delle pratiche burocratiche all’inizio della pratica, per cui creditori e debitori non hanno tra di loro alcun rapporto diretto, essendo ciascun lato del mercato “schermato” proprio dal sito, esattamente come accade, d’altronde, per una banca. Il social lending sta movimentando un giro d’affari sempre più ampio, grazie ai tassi di sofferenze sui crediti incredibilmente più bassi di quelli registrati ordinariamente dal sistema bancario. Se c’è chi lo trova un sistema utile per reperire denaro all’infuori dei canali tradizionali, altri lo ritengono un modo per ottenere un rendimento dall’impiego sotto forma di prestito della propria liquidità.  

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Argomenti: Mutui e Prestiti, Prestiti