Prestiti cambializzati, ecco chi può accedervi e come

Prestiti cambializzati, cosa sono, chi vi può accedere e quali sono le ultime tendenze registrate sul mercato.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Prestiti cambializzati, cosa sono, chi vi può accedere e quali sono le ultime tendenze registrate sul mercato.

I prestiti cambializzati sembravano essere caduti in disuso fino a qualche anno fa, considerata una pratica non più in linea con un’economia evoluta. Eppure, lo scoppio della potente crisi dal 2008 li ha riportati di moda. Si tratta di finanziamenti personali, che garantiscono il creditore anche con la firma delle cambiali, ovvero titoli di credito esecutivi, che consentono al possessore di escutere il patrimonio del debitore firmatario per il caso di inadempienza. Grazie a questa solida tutela, che evita di adire le vie giudiziarie, gli istituti di credito sono soliti concedere i prestiti cambializzati anche ai cattivi pagatori e ai protestati, ovvero a soggetti quasi sempre respinti dal circuito creditizio ordinario. Il prestito viene erogato dopo la consegna di una o più cambiali da parte del richiedente. Man mano che questi onora le scadenze, le cambiali gli vengono restituite, quasi come se fungessero da quietanze di pagamento. Il debito si considera estinto, infatti, con la riconsegna di tutte le cambiali al cliente. Il fatto che i prestiti cambializzati siano accessibili ai cattivi pagatori e ai protestati ha creato nei fatti una clientela ad alto rischio per questo tipo di finanziamento, tanto che negli ultimi tempi, viste le elevate sofferenze accusate dai creditori, diverse banche e finanziarie hanno fissato condizioni più stringenti per l’accesso a questa forma di credito. Ad esempio, non vengono accettati in molti casi i clienti sprovvisti di busta paga, quand’anche esibissero una garanzia alternativa (reale o personale), ma si è arrivati al punto che gli stessi cattivi pagatori e i protestati sono esclusi dai prestiti cambializzati, di fatto snaturando l’essenza di questa categoria di finanziamenti. La semplice garanzia delle cambiali, dunque, non basta ad ottenere la liquidità richiesta. E’ necessario esibire anche una garanzia reddituale, come la busta paga o il Modello Unico o il cedolino pensione, oltre che la documentazione ordinaria, vale a dire un documento di riconoscimento valido, il codice fiscale o la tessera sanitaria. I lavoratori extracomunitari devono aggiungere anche la carta o il permesso di soggiorno e generalmente anche una dichiarazione del datore di lavoro, attestante che il richiedente sia alle sue dipendenza da almeno 12 mesi. Infine, in qualità di finanziamenti personali, i prestiti cambializzati non richiedono alcuna motivazione all’atto della richiesta.    

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Argomenti: Mutui e Prestiti, Prestiti