Prestiti a km zero, la proposta degli artigiani a sostegno delle Pmi

Prestiti a km zero per avvicinare le piccole e medie imprese al credito. E' la proposta della Confederazione nazionale degli artigiani, che lungi dall'essere utopica, potrebbe dare una mano agli imprenditori più piccoli.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Prestiti a km zero per avvicinare le piccole e medie imprese al credito. E' la proposta della Confederazione nazionale degli artigiani, che lungi dall'essere utopica, potrebbe dare una mano agli imprenditori più piccoli.

Prestiti km zero, in cosa consiste la proposta della Cna Le piccole e medie imprese (Pmi) hanno bisogno di liquidità, ma le banche ne prestano loro sempre meno, preferendo concentrare i finanziamenti in favore delle imprese maggiori. E’ un dato di fatto e la Confederazione nazionale degli artigiani (Cna) spiega di avere trovato, che in effetti non conviene erogare prestiti denaro per importi intorno o inferiori ai 30.000 euro. Da qui, l’esigenza di trovare alternative per l’accesso al credito delle Pmi. E’ quello che la Cna chiama “prestiti a km zero”, ossia trovati nella cerchia delle persone vicine allo stesso imprenditore, da stimolare con apposite riforme. Per prima cosa, dopo i minibond, le Pmi dovrebbero puntare anche sulla raccolta di capitali con il crowdfunding e i microbond. La prima proposta riguarda l’incentivo sul piano fiscale del finanziamento a un’impresa a titolo di capitale di rischio. In altre parole, gli artigiani chiedono che lo stato introduca alcune innovazioni normative, che consentano a un familiare o un amico di prestare denaro a un’impresa, ma senza mirare al controllo, ottenendo in cambio una forma differente di remunerazione del capitale investito. La seconda proposta della Cna consiste nell’introduzione dell’Iri (Imposta sui redditi delle imprese): i redditi delle imprese personali lasciati in azienda dovrebbero essere tassati con un’aliquota proporzionale e uguale a quella applicata sui redditi delle imprese giuridiche (Ires). Così facendo, s’incentiverebbero le Pmi ad accumulare capitali per l’autofinanziamento, riducendo la loro dipendenza dalle banche. L’elenco delle proposte è lungo, 12 in tutto, tra cui la creazione di una banca digitale, che consenta agli imprenditori di reperire capitali in maniera più semplice, cercandoli sullo smartphone. Il concetto di finanza a km zero, dunque, consiste nel creare un mercato del credito quanto più vicino al piccolo imprenditore, facendo accedere a quei capitali, che spesso si trovano proprio sotto il suo naso, ma che per ragioni normative, di convenienza fiscale o di vera mancanza di consapevolezza non vengono usufruiti.  

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Argomenti: Investimento, Mutui e Prestiti, News Risparmio, Investimenti, Prestiti